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Fenomenologia della fake news

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In poche sintetiche righe cerchiamo di far luce su significati, obiettivi e più in generale sulla ragion d’essere delle bufale mediatiche: meglio note oggi al grande pubblico con l’anglicismo Fake News.

di R.I.

Se io scrivo un post, o un articolo, sul fatto che gli asini volino, non arriva nessun Puente di turno a bollare il mio testo come “disinformazione”. Se scrivo che i puffi esistono, non arriva nessun fact checker indipendente a dimostrare che le mie parole non sono veritiere.

Se scrivo che Trump ha ordinato l’omicidio della mamma di Bambi, nessun bufale.it verrà ad avvisarvi che tale affermazione è mendace. Nessuno si spreca in nessuna maniera ad avvisarvi che le cose false sono false.

Ma se posto una foto tratta dal sito di Marine Traffic sulle navi ferme fuori dal porto di Shangai, arriva subito la cavalleria a dirvi che c’è del “contesto mancante”. Se scrivo un articolo sulle allegre malefatte di Navalny, il mio posto viene bollato come disinformazione e bullismo.

E ancora, se posto che il presidente della commissione europea a cause degli intrallazzi del marito ha un “leggerissimo” conflitto di interessi con Pfizer, arrivano subito i gendarmi del web a spiegarvi che ci sono “informazioni parziali”.

Sotto ogni cazzo di post che contenga le parole, covid, vaccino, o pandemia appare un bel disclaimer preventivo che vi spiega qual è la “verità vera”, giusto per prevenire. A nessuno interessa censurare le cose false, palesemente false, cui è facile dimostrarne la falsità. A nessuno. Nemmeno le accuse vergognose campate per aria.

Al sistema interessa censurare le cose vere. O comunque quegli elementi in grado di generare dubbi ed approcci critici; quelle cose che potrebbero nuocere agli interessi dei potenti, i quali, non v’è dubbio, preferisco tenere le loro eventuali ruberie distanti dall’attenzione della gente.

Allo stesso tempo nessuno si spreca a fare quel lavoro che sarebbe veramente utile, cioè smascherare le menzogne del sistema e dei suoi sgherri, tipo la vergognosa foto del sefardita in ciclostile di qualche settimana fa. Che strano eh…

Quando vedete l’intervento dei fact checker è oramai opportuno iniziare a fare i debiti calcoli. Così come bisogna accettare che l’informazione è diventata un mero strumento di controllo da diversi decenni. Prese di coscienza utili anche – o soprattutto – per non abboccare alla trappola dei sedicenti rottamatori di turno, come i nuovi salvatori della patria guidati dalla Meloni.
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