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Musei, cinema, scuole e teatri chiusi: l’attacco al libero pensiero

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Ma più di tutto ciò che sconcerta e impaurisce è l’attacco violentissimo al Libero Pensiero. Teatri, cinema, scuole e adesso anche musei chiusi.

di Giuseppe Masala

Non parliamo poi delle biblioteche dove – dopo la chiusura dell’ultimo Lockdown – imposero un regime pandemico per i prestiti: i libri dovevano stare fermi a decontaminarsi dall’agente patogeno per ben 15 giorni; di fatto dunque rendendo difficilissimo il prestito dei volumi.

Sia chiaro, non vogliono renderci analfabeti. Vogliono renderci limitati. Se non conosci Eschilo puoi anche convincerti che Andrea Scanzi sia un drammaturgo e magari – orgoglioso – citare le sue opere. Se non conosci Mann o Goethe puoi credere che Carofiglio o la Murgia siano degli scrittori. Se non conosci il Pasolini polemista degli scritti corsari puoi credere che Travaglio sia un conoscitore e un disvelatore del nostro contemporeaneo.

Questo è il new normal di cui ci parlano. Ed è fatto di una cultura alta e genuina per pochi mentre per le masse deve esserci l’illusione della cultura e dell’istruzione.

Questo è un attacco di portata devastante alle nuove generazioni

Un attacco che non va sottovalutato e che ha nella reductio della Scuola a McScuola tramite la DaD che è l’equivalente del Menù con il Touch Screen della nota bottega paninara americana.

Nessuno di noi sa cos’è la scuola (manco chi ci ha passato la vita, prima da studente e poi da insegnante), quale sia l’alchimia tra allievo e maestro e perché nasca, come e perché l’alunno compone e ricompone (anche a distanza di tanti anni se non decenni) ciò che gli è stato insegnato.

Ma certamente questo processo alchemico che chiamiamo creatività viene ampiamente depotenziato dal distanziamento sociale e dall’intermediazione tecnologica del rapporto umano.

Stanno distruggendo tutto perchè parte fondamentale del progetto è quello di educare le classi subalterne ad essere minus habens.

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