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Tim e Google puntano tutto su Torino, la nuova città dell’innovazione

Il capoluogo piemontese è stato scelto da Google e Tim come trampolino di lancio: proprio a Torino infatti, i due colossi della rete inizieranno presto a collaborare per dar via al primo datacenter.

Solo qualche giorno fa è stata annunciato l’inizio di una partnership in grado di generare un cambiamento epocale. Un cambiamento che vedrà sì la luce a Torino, ma che in caso di risultati positivi, ne innescherebbe una inevitabile ed immediata espansione a macchia d’olio in tutta Italia. L’annuncio della rivoluzionaria collaborazione è stato dato da Giuseppe Gubitosi, amministratore delegato di Tim:

“La joint venture di Tim con Google farà a Torino il primo investimento su un data center, Il nostro obiettivo è avere un data center tra i più avanzati d’Europa. È un settore che sta crescendo molto velocemente, del 20% l’anno in Italia.”

Il piano aziendale, come dichiarato dall’Ad, punta essenzialmente a realizzare nel minor tempo possibile la prima rete 5G edge cloud d’Europa con droni connessi. L’investimento sicuramente sarà molto rilevante, anche se per il momento non è stata spesa ancora alcuna menzione riguardo alle cifre; così come non è stata ancora comunicata alcuna indicazione sui tempi di realizzazione. Insieme a Gubitosi, alla presentazione del progetto era presente anche il sindaco di Torino Chiara Appendino, la quale ha voluto focalizzare l’attenzione sul termine prestabilito per l’ultimazione della rete: prima metà del 2020:

“Sarà necessario un minimo di iter burocratico, ma faremo velocemente.”

La rete 5G edge

Ma che cos’è un datacentre?

Ciò che Tim e Google cercheranno di realizzare a Torino, sarà un punto in cui convergeranno tutte le maggiori informazioni riguardanti la città. Tutto ciò porterà ad una mole elevatissima di dati, i quali dovranno essere ordinati e scremati per diventare utili. La realizzazione di questa innovazione prevede inoltre la messa a disposizione di circa 800 posti di lavoro, per i quali è richiesta una formazione come analisti o ingegneri specializzati in cloud.

“L’alleanza punta su iniziative go-to-market per accelerare la digitalizzazione delle aziende italiane, dalle Pmi alla grande industria. E Tim si prepara a tal proposito a un piano di investimenti in infrastrutture e risorse umane. L’azienda annuncia infatti l’ampliamento del proprio “parco” di data center con strutture all’avanguardia.”

Così ha dichiarato Gubitosi. Ma non si tratta solo di digitalizzazione e velocità di banda. Questo progetto punta ad ottenere molto di più: abilitando l’utilizzo dei big data e dell’intelligenza artificiale, il datacentre si dedicherà anche al miglioramento e alla manuntenzione del capoluogo piemontese.

Una smart city: ecco cosa potrebbe diventare Torino.

Non solo sviluppo, ma anche avanguardia. Tutto questo progresso tecnologico infatti potrebbe portare alla città ingenti benefici; come la possibilità di effettuare controlli più efficaci sugli ambienti naturali (ad esempio la tanto sospirata prevenzione dei fiumi che eviterebbe le piene stagionali), attraverso l’uso di droni e dispositivi intelligenti. Un monitoraggio quindi sia ambientale che infrastrutturale, con particolare attenzione rivolta anche verso i monumenti simbolo del patrimonio culturale del comune. Una vera e propria rivoluzione.

“Torino è la città dove Tim ha il suo centro di ricerca e sviluppo, nei cui laboratori è stata sperimentata la prima connessione 5G in Italia su rete live utilizzando il primo prototipo di smartphone e le prime demo live dei servizi 5G rivolte al grande pubblico: automotive, droni, industria 4.0, turismo digitale, Smart City oltre alla prima auto a guida remota. Torino, inoltre, è, insieme a Roma, Napoli e Firenze, tra le prime tre città in Italia dove Tim ha già acceso il 5G e reso disponibili i primi servizi commerciali per famiglie e aziende.”

L’ad di Tim ha poi concluso ricordando come, ormai dal 2017, Torino abbia intrapreso un vero e proprio percorso volto alla ricerca dell’avanguardia e dell’innovazione. Un percorso con cui si spera di portare ancora più in alto una città che ha molto da offrire.

 

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Di Beatrice Saitta

Beatrice Saitta
Classe 1998. Dopo aver studiato lingue al liceo, si dedica all'informatica, studiando ICT all'Università di Torino. Grandi ambizioni e grandi sogni, ma tutto parte dalla scrittura.

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