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Perché non voto #1: Liberi e Uguali

Un partito al giorno leva il medico di torno.

Liberi e Uguali

Già il nome dice tutto: una compagine che vorrebbe superare lo spettro della borghesia ponendosi in antitesi con i valori della stessa per riprendere i voti ormai dispersi della classe operaia. I suoi rappresentanti sono però imbolsiti social-conservatori. La figura del leader è quella di un Grasso che dice di voler risalire sulle barricate, come quando era giovane. Un ex magistrato molto infervorato, invero, lascia trasparire i grevi dubbi sulla sua indefessa superiorità morale e su eventuali partigianerie esperite già in sede di tutore della legge.

Risultati immagini per giudice grassoIn realtà il nome che richiama ai rivoluzionari francesi (loro sì, rivoluzionari) che andarono sulle barricate, è un’ode alla borghesia, oggi vivacchiante nell’epoca del globalismo. Il partito emana senescenza in ogni luogo. Grasso è un giudice in pensione cui è stato attribuito un ruolo istituzionale che avrebbe dovuto porlo sopra le parti, mentre non si contano i suoi exploit eminentemente politici mentre ricopriva la seconda carica dello Stato. Così si esprimeva placidamente e veementemente su jus soli, unioni di fatto, eccetera. Nelle invecchiate schiere di questa lista si annoverano altresì D’AlemaBersani (il più valente pischello dell’accozzaglia: nemmeno settantenne), e l’altra rappresentante delle istituzioni meno sopra le parti che si possa ricordare: Laura Boldrini, le cui battaglie ideologiche di più ampio spessore sono quella per il farsi chiamare Presidenta e la rimozione dell’obelisco romano con la scritta “Dux”.

Delle altre “battaglie”, pertanto, meglio che tornino nel sepolcrale abisso di retorica e superficialità dal quale sono emerse, grazie al compiacimento di chi l’ha posta alla guida dell’aula di Montecitorio senza raccattare manco un voto, nemmeno nelle parlamentarie. Ci si riferisce all’ex capo di partito di Boldrini, quel Nichi Vendola che sta ora a godersi la sua dorata pensione e la paternità acquistata in California. Promesse da marinai: abolizione di tutte le tasse universitarie.

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Estratto dall’articolo ELEZIONI: E’ ancora possibile “turarsi il naso”?

Di Federico Altea

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Un commento

  1. Io come molti altri, avrei votato liberi e uguali e avessero dato segno di essere davvero diversi e MI ASPETTAVO una posizione ESEMPLARE….che avrebbe influito su parecchi come me.

    Avrebbero dovuto TAGLIARSI GLI STIPENDI, dimosrando di essere a servizio del popolo, e destinare il loro SUR PLUS AGLI OPERAI in sciopero o senza cassa integrazione. Potevano poi sbandierare che i 5 stelle avevano fato la stessa scelta, ma destinando ai padroni i loro soldi..mentre loro avevano come priorità quegli operai lasciati da tanto tempo soli e a cui SUBITO dare una risposta e per i quali in futuro fare delle leggi ad hoc.
    In questo modo avrebbeo dimostrato di non interessarsi come fanno tutti di decidere solo sugli altri, ma di dare in primis l’esempio e il mondo operaio sarebbe tornato a votare per loro perchè più credibili.

    Peccato, hanno perso una bella occasione, ma quando si mettono in tasca tanti soldi è difficile rinunciarvi.

    Ogni volta che qualcuno li ha provocati su questo discorso, lo hanno sempre cambiato, infastiditi…e allora non sono diversi da tutti gli altri…Come gli altri si presentano per prendere decisioni che non li rigurdano mai in primis..e allora chi ci crede più.

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