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Il business dei migranti è il vertice del triangolo del crimine

Droga, rifiuti, migranti.

E’ chiaro che questi sono i capisaldi attuali della criminalità organizzata in Italia. Della mafia, soprattutto, che con i suoi tentacoli riesce a raggiungere e a corrompere le più alte sfere della politica. Così non desta alcuno scalpore la partecipazione alla risibile campagna delle magliette rosse da parte del figurino filo Pd di mafia capitale, quel Buzzi noto alle cronache per il suo sodalizio con Carminati. I re di Roma.

Inutile spendere parole sulla droga, che con la dipendenza e l’assuefazione che conferisce al fisico umano: è una piaga inarrestabile ed al contempo una fonte di denaro di tutti i tipi, convogliato nell’acquisto.

Così i rifiuti, così difficili da far sparire, ma così facile per chi ottenga il controllo dei terreni. Per i soldi chi se ne frega se inquiniamo la terra, l’acqua e le risorse naturali. Come chi se ne frega se la droga porta allo schiavismo della persona, così sotterrare il pattume porta a disastri ecologici di potata colossale e di durata millenaria.

I migranti sono il business del futuro, dicevano già anni addietro i più grandi maneggioni della politica, ed ecco che le notizie di cronaca di chi concede accoglienza in cambio di sesso, accoglienza in cambio di soldi, in cambio di “aiuti” il cui tracciato economico finisce in un puff un po’ come i soldi sottratti da Belsito e Bossi. Però una differenza c’è: Bossi e Belsito sono stati allontanati dalle posizioni di potere che ricoprivano.

Chi traffica in droga, immondizia e migranti sta saldo al timone di un impero dell’illegalità.

Tale impero, nel caso dei migranti, è foraggiato da un’orda buonista di pseudo, ma molto pseudo intellettuali di pseudo, ma molto pseudo sinistra. Quella sinistra col Rolex che ha un’espressione politica in Pd e LeU ed è foraggiata dai poteri forti. Quella compagine politica che bisogna smascherare, evidenziare, mettere al centro della satira, dell’indagine giornalistica e giuridica, che bisogna contrastare per il bene del paese.

Si tratta di una corrente di pensiero alla quale afferiscono Saviano, Boldrini, Lerner, eccetera. Gente che sul sentimento del pietismo, una pietà sporcata da mania di protagonismo e snobismo (quando non profitto personale), vorrebbe convincerci che le Ong sono sempre prone al bene, che insomma “lavorano”, gratis, e non hanno ritorno economico dall’andare a pescare illegalmente in acque territoriali libiche dei disperati, che disperati spesso non erano prima di intraprendere questi viaggi.

Come quei poveri proprietari africani spodestati delle loro terre dal dio denaro comandato dalla Cina imperialista in Africa, che pagano ai neocolonialisti migliaia di euro (il corrispettivo della loro terra) per sfuggire da situazioni non rosee, ma non certo dalla guerra. Sono infatti la maggioranza, circa il 90%, i migranti economici, rispetto ai detentori del diritto di Asilo.

Mainstream media e iniziative demenziali

La potenza dell’informazione mainstream, oggi, comunque, trova un valido contraltare nel giornalismo informato, che legge le statistiche, ascolta i giornalisti sul campo, non si fa informare ed incantare soltanto dai soloni del buonismo radical chic.

Le magliette rosse per richiedere un’assurda (e solo italiana) apertura dei porti si sposano con le barchette di carta di solidarietà ai migranti, i gessetti colorati per i diritti degli omosessuali ed altre iniziative demenziali patrocinate in questi anni dai rimasugli della sinistra italiana.

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