Home / Affari di Palazzo / Esteri / Donald mantiene le promesse dei suoi predecessori e scatena un macello

Donald mantiene le promesse dei suoi predecessori e scatena un macello

Donald Trump, con la sua scelta, ha sulla coscienza 55 vittime. I suoi predecessori (Bush, Obama), comunque, avevano promesso che avrebbero mosso l’ambasciata. Trump, invece, non si era prodotto in simili annunci, ma la decisione è arrivata a dicembre ed è stata eseguita prontamente.

 

Oggi è anche il giorno in cui lo Stato di Israele festeggia i 70 anni dalla sua nascita, risalente al 1948 e osteggiata dall’ampia corrente degli antisionisti, tanti ebrei compresi. Uno stato avallato dall’occidente per lavarsi la coscienza di fronte all’inazione nei confronti di olocausto nazista e precedenti deportazioni russe prima e sovietiche poi.

Proprio la giornata della fondazione del 1948 è stata scelta come la ricorrenza più adatta per spostare, contro l’avviso di Unione europea e Regno Unito, l’ambasciata a stelle e strisce da Tel Aviv (dove stanno le ambasciate di tutti i paesi del mondo) a Gerusalemme. E’ stato così dato presto un seguito alla decisione annunciata da Trump il 6 dicembre 2017.

Donald dormirà sonni tranquilli, stanotte? Come prevedibile, la tensione è arrivata al massimo, allorquando migliaia di persone si sono avvicinate al confine israelo-palestinese sulla striscia di Gaza. Sono seguiti scontri tra manifestanti palestinesi ed esercito isrealiano.

Pietre contro pallottole:  ciò che ha portato a cinquantadue il numero di palestinesi assassinati. Tra questi vi sarebbero almeno sei minori, così come da un rapporto fornito da Amnesty International.
2400 sarebbero invece i feriti scaturiti dalla susseguente guerriglia nella città culla delle tre religioni abramitiche.

Il presidente USA, che in campagna elettorale non aveva espresso la volontà di spostare da Tel Aviv la capitale, mantiene perfino le promesse che non fa, come ha fatto brillantemente notare oggi il fautore della Brexit Nigel Farage.

Chissà quanto conta l’influenza del marito della figlia, quel Jared Kushner, ebreo newyorkese che ieri, insieme a Ivanka, celebrava il lieto evento presso il Muro del pianto. La figlia di Trump, prima dell’esplosione delle violenze, su Instagram, diceva di pregare per la pace. Bel modo di pregare da parte della famiglia Trump.

Di Freddie

Classe 1989. Giornalista pubblicista. Scrive su Elzeviro fin dai primordi. Laurea in giurisprudenza, master in Economia e gestione delle Risorse umane alla Newcastle Business School. Vive nel Regno Unito.

Cerca ancora

Il tradimento del Governo nelle ultime 48 ore

Avete votato (almeno una delle fazioni de) il governo giallo-verde? Forse dovreste tenere conto, in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

18 − 1 =