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Fase due secondo Conte: la grande (ri)presa in giro degli italiani

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Doccia fredda per gli Italiani: dal 4 maggio la situazione non cambierà, a dirlo è stato ieri sera il premier Conte a reti unificate.

Dopo quasi cinquanta giorni di isolamento praticamente agli arresti forzati domiciliari, gli italiani dal nuovo Dpcm del 4 maggio si aspettavano francamente qualcosa di più. Per carità nessuno pensava di poter tornare alla vita di prima come se niente fosse, ma si sperava di poter se non altro ricominciare ad uscire di casa senza doversi portare dietro il solito faldone di autocertificazioni e senza l’incubo di poter essere fermati, controllati e magari pure multati con ammende penali o peggio denunciati come criminali o delinquenti della peggior specie.

Non si capisce bene come mai, nei giorni scorsi, fossero trapelate notizie che facevano ben sperare in una ripresa graduale ma comunque effettiva della vita e delle libertà individuali. Notizie poi…mortificate sembra da un irrigidimento dell’ultima ora da parte del comitato scientifico presieduto dal Governo.

Alla fine, incredibile e dirsi, sarà tutto o quasi come prima con gli italiani che dovranno sorbirsi ancora settimane e settimane di reclusione a meno di non poter “usare”, come con i cani da passeggio, qualche parente anziano e bisognoso residente nella regione cui andare a fare visita previo rispetto della distanza sociale, con tanto di mascherina sul viso, guanti e magari muta da palombaro al seguito.

L’unica alternativa

sarà a questo punto quella di mettersi in tenuta ginnica per andarsi a fare una bella corsa, questa volta non più entro i 200 metri dalla propria abitazione ma anche più lontano…quanto lontano non è dato saperlo. Il classico contentino, la tipica briciola da gettare sotto il tavolo ai cagnolini scodinzolanti e consenzienti così come vorrebbero che fosse il Popolo italiano.

La cosa che indigna di più in tutta questa situazione surreale, qualcuno l’ha paragonata ad un romanzo di Orwelliana memoria, è che dopo cinquanta giorni di reclusione i numeri di nuovi contagi continuano ad allietare le nostre serate dalle 18 in poi. Numeri che dimostrano in maniera incontrovertibile e impietosa che forse le misure anticostituzionali e draconiane prese a suo tempo e che stanno portando il nostro paese al fallimento, alla fame e alla desolazione, sono servite a poco o nulla.

Se è pur vero che la pressione sul nostro sistema sanitario è diminuita con quasi il 50% in meno di ricoveri in terapia intensiva e con quasi il 30% in meno di quelli con sintomi seri in ospedale, questo fenomeno, stando a quanto qualche virologo sta incominciando timidamente a sostenere, sarebbe piuttosto da mettere in relazione a una possibile progressiva riduzione della patogenicità del virus stesso a causa della sua mutabilità e forse anche al rialzo delle temperature così come fanno tutti i Coronavirus che si conoscono.

Una cosa che era stata

tra l’altro, suggerita nei giorni scorsi dall’immunologo premio nobel Luc Montagnier che continua a sospettare un’origine artificiale dello stesso Coronavirus che, anche per questo motivo, sarebbe destinato a perdere progressivamente forza  e aggressività. Ma per carità…Montagnier a causa delle sue esternazioni è stato accusato di aver  perso addirittura il lume della ragione, condannato e sbeffeggiato al pari di altri immunologi come Montanari, Tarro, Rainò additati dai vari Comitati di virologi che si sono auto nominati tutori dell’ordine mondiale, come una minoranza di irresponsabili pseudo scienziati-millantantori solo per aver osato esprimere pareri difformi.

Il problema è che il Popolo italiano si ritrova da quasi due mesi privato dei suoi più basilari diritti di libertà da un governo che paradossalmente non è stato da questo né scelto né eletto. Un popolo che vede il suo destino in mano ad una casta di tecnocrati scienziati che stanno giocando con le nostre esistenze come se fossimo una cavia da laboratorio sulla quale provare a fare degli esperimenti.

Un popolo che mentre si vede deprivato della propria libertà, la vede clamorosamente riconosciuta ai boss mafiosi rimandati a casa per motivi di salute, la vede riconosciuta ad una vecchia consorteria di cariatidi libera di scorrazzare in giro nelle strade per andare a festeggiare una festa di cui agli italiani non frega più nulla.

Un popolo che vede quella libertà

che è stata a lui tolta, attribuita ai vari immigrati extracomunitari che circolano per le nostre strade, chi scrive lo può tranquillamente testimoniare per averlo visto direttamente, senza dover rendere conto a nessuno, senza usare alcuna mascherina o qualsivoglia distanza sociale ma pasciuti e riveriti dalle nostre autorità grazie anche ai soldi dello stesso Popolo italiano per questo danneggiato e beffato al tempo stesso.

Un popolo che dovrà incominciare presto a farsi delle domande e a riflettere su una situazione che lo vede sempre meno artefice dei suoi destini e sempre più succube di un’autorità che ha perso molta della sua credibilità e che sarebbe ora che si facesse anche da parte, se non altro per il bene della nazione.

 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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