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“Non ci sono riferimenti ad autori neri!”: censurato libro di storia americano

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Giorni fa parlavamo di come l’inclusione sia lo specchietto per le allodole grazie al quale la nuova classe dominante può permettersi di esercitare le più arbitrarie forme di esclusione e di censura.

di Filippo Nesi

Un libro di 700 pagine, costato quasi dieci anni di ricerca ed elaborazione allo scrittore inglese Richard Cohen, intitolato “The History Makers”, una sorta di “storia degli storici” o di “esplorazione epica di tutti quelli che hanno scritto sul passato e di come il bias di alcuni di loro continui a esercitare un’influenza sulle nostre idee attorno allo storia”, per usare le parole dell’autore.

Questo libro è stato censurato dalla casa editrice americana Random House in quanto conterrebbe “riferimenti insufficienti a storici, accademici e scrittori neri”. Inizialmente, la casa editrice ha richiesto a Cohen di aggiungere 18.000 parole per correggere questa lacuna.

Cohen ha, quindi, allargato il capitolo sulla guerra civile americana includendo la storia di Frederick Douglass, lo schiavo nero fuggito dalla piantagione e poi divenuto autore di cinque volumi di memorie. Ciò nonostante, la casa editrice ha deciso alla fine di rifiutare il libro di Cohen, che uscirà, invece, il 25 giugno in Gran Bretagna per Weidenfeld & Nicolson.

Va da sé che la decisione della casa editrice

non solo non cambierà la storia di soprusi e schiavizzazione subita dai neri, ma nemmeno cambierà di una virgola la condizione sociale ed economica di molti afroamericani. Per non parlare di quelli che vivono in Africa. In compenso, servirà a creare una corsia preferenziale per alcuni “inclusionisti” e lo farà, più precisamente, escludendo tutti coloro che non sono iscritti a quel club.

La politica delle quote e delle corsie preferenziali è quanto di meno egualitario e di più elitarista si possa concepire. Sostituisce il merito individuale con l’appartenenza a una nuova forma di casato. Quello che deve spaventarvi in questo clima non è tanto la censura diretta, bensì quella indiretta, che avviene quando l’artista o l’autore si autocensurano nella speranza di risultare graditi e pubblicabili.

Avremo così giornalisti che censurano notizie

solo perché non si possono raccontare, scienziati e ricercatori che non pubblicano studi che la rivista non ha interesse a divulgare, storici che si inventano interi capitoli e ne cancellano altri solo per compiacere l’editore, attori che si fingono omosessuali per ottenere una parte, politici che si inventano origini aborigene per poter dimostrare che difendono le minoranze.

Basta avere il bollino blu del casato ed è fatta.
Oddio, a pensarci bene, sta già accadendo.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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