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Questa democrazia che rappresenta solo la metà degli elettori

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In questi giorni stiamo finalmente assistendo ad una serie di analisi politiche, sociologiche, addirittura psicologiche sul crescente fenomeno dell’astensionismo elettorale.

Il risultato delle ultime elezioni amministrative, infatti, non ha lasciato scampo a tutte quelle forze non solo politiche, ma anche mediatiche, che nel corso di quest’ultimo decennio hanno volutamente ignorato questa colossale presa di posizione politica da parte dell’elettorato, che si sta affermando in perenne e continuo accrescimento.

Molti osservatori concordano che in tutte le democrazie esiste una costante di astensionismo cosiddetto “fisiologico”, che investe ogni elettorato.

Questa quota, mediamente rappresentata dal 20% circa dell’intero corpo elettorale, ovviamente non esiste in quei regimi dittatoriali dove l’astensione, essendo punita anche con la pena capitale, è praticamente uguale a zero.

Tracciando in Italia una media ponderata della fenomenologia astensionista

da quando il diritto di voto ha suggellato l’avvio della nostra democrazia rappresentativa, potremmo con tutta tranquillità includere nel “fisiologico” un’astensione che nel tempo si è attestata intorno al 20-25% degli aventi diritto.

I numeri dell'astensionismo in Italia | documentazione.info
Rispetto alle politiche 2013 la situazione dell’astensionismo non sembra migliorata, anzi.

In essa, potrebbero senza ombra di dubbio essere inseriti tutti coloro che per malattia, impegni di studio, di lavoro fuori sede, o per impedimenti vari, sono impossibilitati ad esercitare il diritto di voto.

Ma quando questa quota raggiunge o supera valori del 50 per cento e oltre, bisogna interrogarsi seriamente sui perché, e come cercare di invertire questa tendenza che sta sfuggendo di mano diventando sempre più irraggiungibile.

Il Movimento Astensionista Politico Italiano continua a lanciare appelli alla classe politica ed istituzionale affinchè questa nostra democrazia si allinei nei suoi parametri di rappresentatività all’intero popolo italiano, smettendo, quindi, che i sistemi di potere ad ogni livello siano esclusivamente alla mercè di quelle organizzazioni politiche che di questa democrazia abusano e se ne approfittano.

Poche semplici modalità potrebbero a nostro avviso aiutarci ad invertire la rotta, iniziando a contenere l’ulteriore innalzamento dell’astensionismo e facendo, di pari passo, riemergere una classe politica più democratica e autorevole che la smetta di confondere e ingannare gli elettori.

Ne citiamo solo una, giusto per fornire qualche elemento non solo “analitico” ma anche “terapeutico” al fenomeno:

la divulgazione tramite stampa e mass media del valore reale dei partiti, e non solo quello ricavato dall’esclusiva ripartizione percentuale dei voti utili espressi.

Costituzione docet!

Antonio Forcillo
Segr. Mov. Astensionista
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