Home / Affari di Palazzo / Politica interna / In risposta all’articolo di Margrita

In risposta all’articolo di Margrita

Condividi quest'articolo su -->
La mia risposta è, caro Marco, spiccia e superficiale, ma caratterizzata da onesta bontà: parli invero, in questo tuo pezzo, della maggioranza dei votanti Cinque stelle e affini, tra i quali mio malgrado mi inserisco. Una minoranza tra costoro però è attivamente presa da quello che fa. Spesso sbaglia, in buona fede, non abituata ai ritmi, ai modi ed agli arzigogoli dei politici di professione, tra i quali si aggirano bene anche certune penne di mio gradito gusto…

Dare uno scossone, una pulita, votando grossolanamente un movimento per “lavarsi la coscienza”, senza però voler davvero partecipare (Grillo dice: “se non volete partecipare non votatemi”) è il sale della democrazia da secoli: la democrazia è rappresentazione e Grillo infatti non rappresenta la democrazia, come dici bene tu con mille altri. Però Grillo ha dato un segnale, una scossa innovativa, sbagliata e forte, uno “tsunami” che al suo interno contiene tante brave persone e tante azioni buone o buonissime (su tutte, la restituzione del “malloppo”).

Tra i tanti che si vogliono lavare la coscienza e che decidono di abboccare alla promessa più grossa (si veda il reddito di cittadinanza) ve n’è una minoranza imperante (perchè idealmente affine al leader), lo zoccolo duro dei grillini, che ci crede, combattendo strenuamente per quello in cui crede. Già solo per questo (e per non portare bandiere estremiste con falci o altro) sono degni di rispetto e di essere combattuti, fin quando non sarà la diversità insita nel loro elettorato a vincerli, spaccandoli in mille correnti fratricide.
 

Vero, ma tutt’altra storia, è che non si possano chiudere gli occhi di fronte alla mancata alleanza con Le Pen per un fronte di rinegoziazione dei trattati ed una revisione delle politiche nazionali, o dinanzi al dirigismo semidittatoriale in seno al M5S, o alla volgarità, o ad alcuni progetti del programma elettorale che rasentano l’assurdo come suddetto il reddito di cittadinanza. O di fronte a questioni controverse come la Tav o le unioni omosessuali, o all’abolizione indiscriminata dei finanziamenti all’editoria, quando il nostro paese in Europa è il più parco nel finanziamento della carta stampata e l’ignoranza dilaga senza confini apparenti.
Condividi quest'articolo su -->

Di Redazione Elzeviro.eu

Redazione Elzeviro.eu
--> Redazione

Cerca ancora

Tutte le criticità del Green Pass all’italiana

Perché il Green Pass – nella forma italiana – è un’iniziativa inaccettabile e va abrogato? …