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La terapia per ridurre le emissioni si chiama domanda interna

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Nel corso degli anni, gli attivisti dell’ambiente hanno sciorinato una sequenza infinita di presunte panacee miracolose. Tutte tranne quella potenzialmente più incisiva nell’abbattimento delle emissioni: la crescita della domanda interna.

Ho scritto molte volte la mia opinione sul cambiamento climatico, e senza ritornarci su approfonditamente propongo questa riflessione. Mettiamo che la catastrofe ambientale sia imminente e che bisogna ridurre queste benedette emissioni a tutti i costi. Che cosa ridurrebbe fortemente le emissioni? Anche questa volta la risposta è la medesima: la domanda interna.

Se invece di produrre e consumare prodotti “globalizzati”, cioè fatti in Cina o Europa dell’est, o di basare tutto il PIL sull’export del “made in Italy” (uno termini più falsi che esistano), iniziassimo a produrre e consumare “a km zero”, quante emissioni si potrebbero evitare?

Se invece di comprare dall’altra parte del mondo, producessimo qui, quante migliaia di porta container si potrebbero fermare (considerando che una porta container consuma in un anno quanto più o meno tutte le auto d’Italia)?

Se invece di vendere i nostri semilavorati in Germania, in nome della sacra bilancia commerciale, li usassimo per produrre qui, quanti migliaia di camion in meno percorrerebbe le strade d’Europa? Per non parlare degli spostamenti in aereo, che si potrebbero facilmente eliminare, sacrificando ovviamente stupide pretese lavorative o di svago.

Avete mai sentito i grandi soloni del clima parlare di questi concetti? Ovviamente no, perché questo comporterebbe un netto peggioramento dei lauti guadagni delle solerti multinazionali; e perché nessuno di questi sedicenti rivoluzionari, alla fine dei conti, si sognerebbe di mettere realmente in discussione lo status quo globalizzato.

Chi deve “sacrificarsi” in nome del clima siete voi, classe media, che dovrete spendere decine di migliaia di euro per inutili auto elettriche (le quali hanno lo stesso impatto ambientale delle vecchie, se non peggiore), per fare quei 10 km necessari ad andare a lavoro e mettere un tozzo di pane in tavola. Ma io sono solo un poveretto con la terza media, non devo farmi domande devo solo obbedire.

di R.I.

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