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La rovente dichiarazione di Trump sulla Turchia, entrata in Siria

Donald Trump ha pubblicato su Twitter la propria dichiarazione, nella quale ha affermato tutta la serie di provvedimenti che la sua amministrazione intenderà adottare nei confronti della Turchia.

Infatti, Ankara ha recentemente invaso il nord della Siria, affermando di voler combattere il terrorismo curdo, ma invero avendo mire egemoniche di sostituzione del partner statunitense nella NATO in quella cruciale fetta di territorio: il nord del Paese baathista, per l’appunto, governato da Bashar al-Assad.

In questa complicata situazione, la scelta, da parte dei curdi – messi all’angolo dalla veemenza turca e da propri errori strategici -, è virata verso un’alleanza con la Russia di Putin ed il legittimo governo di Damasco, dopo la partenza delle truppe statunitensi. Lo ha spiegato il leader delle Syrian Democratic Forces, Mazloum Abdi, in un suo articolo su Foreign Policy: trovandosi di fronte all’infame scelta fra il compresso ed il genocidio, essi non avrebbero potuto che scegliere il proprio popolo.

Al di là dell’esacerbazione del ruolo curdo-statunitense nella sconfitta dell’ISIS

e di altre formazioni jihadiste (ivi compresa quella dei ribelli moderati) in Siria – merito, invece, principalmente e precipuamente dei Leoni di Assad, coperti dall’aviazione russa e supportati dagli iraniani e dal Hezbollah -, la dichiarazione di Trump è importantissima.

In essa, infatti – pubblicata su Twitter il 14 ottobre 2019 -, si colloca per esteso quanto Trump medesimo aveva candidamente già affermato in cinguettii precedenti:

Dopo aver distrutto il 100% del Califfato Islamico dell’ISIS, io ho deciso di ritirare largamente le nostre truppe dalla Siria. Lasciamo che la Siria ed Assad proteggano i curdi e combattano la Turchia a difesa della loro stessa terra. Io ho chiesto ai miei Generali: perché dovremmo seguitare a combattere per la Siria e per Assad e proteggere la terra di un nostro nemico? Chiunque desideri assistere la Siria nella protezione dei curdi è per me il benvenuto, che si tratti della Russia, della Cina o di Napoleone Bonaparte. Io spero che essi facciano tutto alla grande, noi siamo a 7.000 miglia di distanza.

 

Vale quindi la pena leggerla per esteso, e così comprendere appieno la strategia a stelle e strisce nei confronti della Turchia. E, per ciò stesso, in senso più allargato, nei confronti della stessa politica estera statunitense, in Medioriente [come nel resto del mondo]. Una politica che Trump medesimo ha ritenuto per lungo (troppo) tempo dannosa: con esborsi notevoli e scarsi risultati. Insomma, la «peggiore scelta mai fatta nella storia del nostro Paese» (come si apprende da un suo tweet del 9 ottobre 2019), peraltro basata su bugie e falsità.

Dichiarazione del presidente Donald J. Trump in merito alle azioni della Turchia nel nord-est della Siria (14 ottobre 2019)

«Sono in procinto, molto presto, di emettere un Ordine Esecutivo che autorizzi l’imposizione di sanzioni contro le attuali e le precedenti autorità politiche del Governo della Turchia, oltreché contro qualunque persona [od entità statale] che possa contribuire alle azioni destabilizzanti compiute dalla Turchia nella zona nord-orientale della Siria.

Allo stesso modo, i dazi sull’acciaio [del settore siderurgico] torneranno ad essere incrementati di circa il 50%, ovverosia al livello precedente rispetto alla riduzione che era stata operata in maggio. Gli Stati Uniti, per di più, interromperanno immediatamente tutte le negoziazioni attualmente condotte dal Ministero del Commercio, pur rispettando i 100 miliardi di dollari di commercio raggiunti in un recente accordo con la Turchia.

Questo Ordine Esecutivo

permetterà agli Stati Uniti di avere la possibilità di imporre ulteriori significative sanzioni nei confronti di coloro che potrebbero essere implicati in seri abusi e violazioni dei diritti umani, in operazioni di ostruzione del “cessate il fuoco”, nell’impedire a persone sfollate di fare ritorno a casa, nel rimpatriare con la forza i rifugiati o nel minacciare la pace, la sicurezza e la stabilità della Siria. Quest’Ordine autorizzerà ad una vasta gamma di conseguenze, ivi incluse sanzioni finanziarie ed il blocco della proprietà privata, eccezion fatta per l’ingresso negli Stati Uniti.

Sin dal primo giorno in cui mi sono insediato nello Studio Ovale alla Casa Bianca, la mia Amministrazione Trump ha lavorato senza sosta per preservare l’incolumità e la sicurezza degli Stati Uniti e dei loro cittadini. Gli Stati Uniti, assieme ai suoi alleati, hanno liberato il 100% del territorio precedentemente occupato dallo spietato Califfato Islamico dell’ISIS. La Turchia non si deve permettere di mettere a repentaglio questi ottimi risultati.

La Turchia deve, inoltre, rendere prioritaria la protezione dei civili,

in particolar modo le minoranze etniche e religiose – molto vulnerabili – del nord-est della Siria. Prendere i civili come bersaglio in maniera indiscriminata, distruggere le loro infrastrutture e prendere di mira le minoranze etniche e religiose è una cosa inaccettabile. In aggiunta, il ritorno dei rifugiati [nel loro Paese] dovrebbe essere condotto in una maniera sicura, volontaria e dignitosa.

L’offensiva militare della Turchia sta mettendo in un grave pericolo i civili [di quell’area] e sta minando la pace, la sicurezza e la stabilità di quella delicata regione. Io sono stato perfettamente chiaro con il Presidente Erdogan: l’azione della Turchia sta facendo precipitare la situazione nel vortice di una crisi umanitaria, e sta preparando il terreno affinché si verifichino le condizioni per commettere dei crimini di guerra.

La Turchia deve assicurare la salvezza dei civili, ivi incluse le minoranze etniche e religiose, ed ora è – o, magari in futuro, potrebbe essere – responsabile per la continuativa detenzione dei terroristi dell’ISIS presenti nella regione. Sfortunatamente, la Turchia non appare intenzionata a mitigare gli effetti umanitari provocati dalla sua invasione.

Come ho già detto, io sto provvedendo a ritirare i membri dell’Esercito statunitense ancora in servizio nella zona nord-orientale della Siria.

Dal momento che le forze americane hanno sconfitto fisicamente il Califfato dell’ISIS, le truppe degli Stati Uniti uscite dalla guerra siriana ora si ridistribuiranno e resteranno nella regione per monitorare la situazione e per prevenire un ripetersi di quanto accaduto nel 2014, quando il pericolo dell’ISIS – che era stato trascurato – si era sparso a macchia d’olio sulla Siria e sull’Iraq. Una piccola impronta delle forze a stelle strisce a Tanf Garrison nel sud della Siria, per continuare a disgregare i rimasugli dell’ISIS.

Gli Stati Uniti utilizzeranno in maniera aggressiva le sanzioni economiche per colpire coloro che corroborino, facilitino o finanzino queste atroci azioni in Siria. Io sono pienamente preparato e pronto a distruggere con rapidità l’economia della Turchia, se i leader di Ankara proseguiranno ancora a lungo questo sentiero pericoloso e distruttivo».

 

Dichiarazione ufficiale di Donald Trump cinguettata su Twitter il giorno lunedì 14 ottobre 2019 - Traduzione e commento a cura di Lorenzo Franzoni

Di Lorenzo Franzoni

Lorenzo Franzoni
Nato nel 1994 a Castiglione delle Stiviere, mantovano di origine e trentino di adozione, si è laureato dapprima in Filosofia e poi in Scienze Storiche all'Università degli Studi di Trento. Nella sua tesi ha trattato dei rapporti italo-libici e delle azioni internazionali di Gheddafi durante il primo decennio al potere del Rais di Sirte, visti e narrati dai quotidiani italiani. La passione per il giornalismo si è fortificata in questo contesto: ha un'inclinazione per le tematiche di politica interna ed estera, per le questioni culturali in generale e per la macroeconomia. Oltre che con Elzeviro.eu, collabora con il progetto editoriale Oltre la Linea dal 2018 e con InsideOver - progetto de il Giornale - dal 2019.

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