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Il nazismo della sinistra rosé

Il deputato dei Verdi francesi Yves Cochet.

Il deputato Francese dei Verdi Yves Cochet, qualche giorno fa, ha dispensato alla Francia ed all’Europa tutta la sua visione politica, e quella di una sinistra che ha ucciso la fiducia in un partito ecologista in Italia, ora in Francia. La fiducia nei partiti ecologisti permane invece – oltre i poli – nei paesi nordici ed in Germania.

Cochet ha affermato, non senza clamore, che sarebbe d’uopo introdurre il controllo delle nascite per le popolazioni indigene del continente europeo – già in contrazione totale (in Italia addirittura in decrescita). Abbiamo recentemente scritto sul caso della Sardegna, emblema dell’Italia tutta.

Le affermazioni di Cochet non possono essere soltanto fatte afferire ad un pazzo, ancorché deputato (noi abbiamo una vasta esperienza di onorevoli spostati), vanno bensì inserite in un contesto di volontà esistente: quello di taluna sinistra di mutare definitivamente la composizione etnografica dell’Europa.

Eugenetica sul modello Hitleriano, quantunque si pensi che l’ibridazione, ma ancor meglio, la sostituzione razziale sia la soluzione per lo sviluppo del continente. Cochet vuole fare la stessa cosa dei Nazisti, dunque? Secondo un’interpretazione certo molto estensiva del concetto di controllo delle nascite, sì.

Quando il nichilismo avvampato da superficiale cultura si spinge a boicottare l’esistenza stessa della propria genia si è in preda ad un cortocircuito cerebrale, culturale e identitario che dovrebbe far riflettere.

Se Cochet ripudia così tanto esser Francese e Europeo, perché non si reca in pianta stabile in un altro continente? Sperimenti così l’accoglienza di paesi come il Pakistan, senza andare a cercare i paesi in stato di guerra. E poi non torni indietro, ma ci comunichi telematicamente i risultati della sua nuova patria ultraeuropea.

Perché i circoli aristocratici dell’alta finanza vogliono impoverire e snaturare le nazioni europee?

L’eterogeneità imposta riesce a placare rivolte (vedi la contestuale dei Gilet gialli) inverate dagli autoctoni: basta distruggerne l’essenza, la “autoctonicità”.

La soppressione di un gruppo etnico è ciò che questo deputato, supportato idealmente dall’élites globalista (seppur in modo più strisciante), vorrebbe inverare. Ma la storia insegna cosa accade quando si tenta di sopprimere storia, tradizione e genia di un popolo.

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