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Altri 5 anni di austerity? L’Europa vuole multarci per 4 miliardi di Euro

Secondo l’agenzia Reuters la Commissione Europea avvierà a giugno una procedura contro l’Italia per debito eccessivo. La multa dovrebbe aggirarsi intorno ai 4 miliardi di euro.  (Il Sole 24Ore)

Appena asciugatisi il sudore dalla fronte, i rappresentanti di seggio hanno raccolto le scatole delle votazioni. Pochi istanti dopo, o forse in contemporanea, Bruxelles ha inviato una letterina al nostro premier e al ministro dell’economia in cui dava un ultimatum di due giorni per dare risposte sul debito eccessivo.

Due giorni. Nemmeno l’Austria-Ungheria diede un ultimatum così breve alla Serbia alle soglie della Prima guerra mondiale.

Pochi giorni dopo, la procedura di infrazione per debito eccessivo contro il nostro paese sembra ormai cosa certa, o quasi. Non come quando la dava per certa il Corriere, con una enorme fake news: questa volta la cosa è molto più plausibile.

Tale procedura potrebbe sostanziarsi in una multa colossale di 4 miliardi che darebbe una tirata di freno agli investimenti pubblici necessari in Italia, a partire dalle infrastrutture e i trasporti, per arrivare alla scuola passando per gli altri settori in crisi.

Nel frattempo si attende che i nostri partiti maggioritari, relegati in gruppi minori del Parlamento europeo, a parte il Pd (nei Socialisti del PSE) agiscano coerentemente con la massa di voti agguantati negli ultimi anni con promesse farlocche come uscire dall’Euro o addirittura dalla Ue stessa.

Ci attendiamo di vedere queste stesse facce spiegarci come l’Unione sia il meccanismo più adatto a ‘difenderci’ dalle speculazioni della finanza internazionale.

PPE, PSE e ALDE andranno a eleggere il nuovo presidente di quell’istituzione privata che gestisce la moneta unica: il successore di Mario Draghi alla guida della BCE. E ben si sa come le egemoniche teutoniche abbiano ormai condotto ad una sorta di potere di veto e decisionale sui conti nazionali dei paesi di fascia B (Italia compresa).

Questa situazione si è profilata permettendo ad alcuni individui di mettere becco su investimenti pubblici e solvibilità statale tramite pressioni, più o meno indirette e più o meno – molto meno – riportate dalla stampa mainstream. Ecco che dunque non c’è da sorprendersi per la procedura di infrazione per debito eccessivo che si profila.

A seguito di queste elezioni l’Europa si avvia ad altri 5 anni di lacrime e sangue, austerity ed agonia.

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Pierre Moscovici, ex ministro delle finanze francese e attuale Commissario europeo per gli Affari economici e finanziari (sx) ha dato l’ultimatum al nostro ministro dell’Economia Giovanni Tria (dx).

In questo ennesimo lustro, speriamo ultimo e definitivo, vedremo che ogni iniziativa di spesa nazionale di una certa consistenza verrà bollata come becero sovranismo ed ogni iniziativa che non segua i dettami del dio mercato (saldamente in mano degli speculatori) verrà criticata ai più alti livelli, in un gioco che sarà sempre più evidente alle masse.

In Italia ci chiederanno di tirare la cintura, un po’ come quando ci chiedevano di farlo per costruire un Impero, andare in guerra ed altri abomini simili, che però avevano la giustificazione della storia dalla loro parte.

Il problema è che chi si deve opporre saldamente a questa impostazione europoide (non eurocentrica, ma germanocentrica e finaziariocentrica) si appella alla Madonna ed invoca una flat tax al 15% piena di eccezioni che verrà bocciata in tempo zero già dal parlamento nazionale perché fuori da ogni compromesso politico.

Tanto di cappello se si riuscirà ad introdurla, ma poi per contrastare Bruxelles serviranno orpelli più resistenti di un rosario.

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Di Federico Altea

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