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L’ultima coltellata UE all’economia italiana

Organic dairy products on rustic wooden table. Cheese, milk, butter, sour cream

Grazie alle azioni dell’Unione Europea che favorisce Francia e Germania ed il loro progetto egemonico (anche) sul Vecchio continente, si prospetta un colpo durissimo al settore lattiero-caseario italiano.

L’Italia ora si trova – suo malgrado – in una battaglia economica con gli Stati Uniti, suo partner d’esportazione strategico.

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Mentre ci si balocca con il più ed il meno, gli USA hanno vinto il contenzioso di fronte al Wto per aiuti di stato illeciti concessi dall’Unione Europea all’azienda aerospaziale franco-tedesca Airbus. Ora il World Trade Organization (l’Organizzazione del Commercio internazionale) ha conferito agli Stati uniti l’autorizzazione ad introdurre dazi su una serie di prodotti europei tra i quali quelli agroalimentari colpendo in particolare i prodotti italiani (tenete conto che l’Italia con Airbus non c’entra nulla).

La Commissione europea ha dichiarato di essere pronta a replicare ai dazi USA, con contromisure da applicare sui prodotti importati dagli Stati Uniti per un controvalore di 20 miliardi di euro. Ma  si temono effetti catastrofici in particolare sul settore lattiero caseario visto che i formaggi italiani potrebbero essere colpiti con dazi pari al 100% rispetto al prezzo di vendita.

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La Coldiretti parla di rischio di riduzione del 90% dell’export per il Grana Padano e per il Parmigiano Reggiano.

Si immagina agevolmente che non possa andare poi molto meglio per il Pecorino Romano (quasi tutto prodotto in Sardegna) visto che oltre il 60% della sua produzione ha come mercato di sbocco proprio gli Usa.

Ma probabilmente danni devastanti si verificherebbero dalla Sicilia (con il suo pecorino Ragusano particolarmente colpito) fino al Veneto (con l’Asiago). Si rischia una vera e propria catastrofe che andrebbe a colpire un’intera filiera che va dalla stalla al caseificio, all’esportatore.

L’ennesimo grazie all’Unione Europea che “ci ha dato settanta anni di pace”. Sì, stanno facendo un deserto e lo chiamano pace.

Giuseppe Masala

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Di Redazione Elzeviro.eu

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