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Garante Privacy: “Porre un freno ai colossi del web. L’UE prosegua nella linea dura sulla tutela dei dati personali”

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Avevamo già  cercato di attirare l’attenzione dei nostri lettori sulle esigenze di tutela dei dati personali alla luce della rivoluzione informazionale e dello sviluppo incessante delle nuove tecnologie di comunicazione. (http://elzeviro.eu/2013/05/15/i-big-data-e-la-tutela-dei-dati-personali/). Ad invitarci a nuova riflessione, anche per quanto riguarda l’equo bilanciamento tra sicurezza nazionale e privacy, sono da una parte lo scandalo americano “datagate”, circa i controlli dei tabulati telefonici, che sta interessando la National Security Agency (NSA) e dall’altro la Relazione annuale del Garante italiano della Privacy presentata oggi a Montecitorio. Secondo i numeri raccolti dall’Autorità Garante nel 2012 sarebbero state 578 le violazioni amministrative (in aumento rispetto alle 358 dell’anno precedente) per un totale di quasi 4 milioni di euro di sanzioni amministrative. Violazioni come la conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico, l’omessa o inadeguata adozione di misure di sicurezza oppure l’omesso rispetto delle norme in materia di telemarketing.

Parole semplici ma quanto mai chiare e decise quelle contenute nella Relazione annuale del Garante della Privacy Antonello Soro “Nel tempo della società digitale, la protezione dei dati ha acquisito e deve acquisire ogni giorno di più un ruolo centrale anche per effetto della sua “costituzionalizzazione” nella Carta di Nizza. L?integrazione compiuta tra le diverse forme di comunicazione, l?esposizione delle nostre biografie in un contenitore spaziale e temporale infinito incidono sull?individuo e sulla società e  riducono,fino ad eliminarla, la distinzione tra identità reale e identità digitale. Basta pensare – prosegue la Relazione-  all?“Internet delle cose”, alle geo-localizzazioni, alla videosorveglianza capillare, alla trasformazione degli spazi urbani in ambienti intelligenti. Nel mondo globalizzato si confrontano una moltitudine di individui che quotidianamente alimentano il mercato dei dati, ed un numero ridotto di soggetti di grandi dimensioni (i c.d. colossi del web Over the top come Google , Facebook , Amazon) che esercitano la propria attività in posizione pressoché monopolistica. 

Nella Relazione il Garante esprime tutte le sue perplessità sul fin troppo flessibile modello USA ed invita l’Unione Europea a mantenere una decisa posizione a forte tutela del diritto alla protezione dei dati personali come diritto fondamentale della personalità, preminente rispetto ad interessi economici confliggenti e da considerare in un adeguato bilanciamento con le esigenze di pubblica sicurezza e di lotta al terrorismo: “Le notizie provenienti dagli Stati Uniti accrescono i nostri timori. La sorveglianza generalizzata e  indiscriminata dei cittadini, al di fuori di qualunque indizio di reato, attraverso i dati di traffico telefonico o di rete,è una cosa molto grave. Ancorchè legata all?obiettivo di contrasto al terrorismo. Ma se è vero che il rapporto tra sicurezza e privacy rappresenta una cifra non eludibile della nostra modernità, la pretesa di proteggere la democrazia attraverso la compressione delle libertà dei cittadini rischia di mettere in discussione l?essenza stessa del bene che si vuole difendere”

Paolo Sgarlata

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Di Redazione Elzeviro.eu

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