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Piangi, consuma e vaffanculo

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Di tutto fanno pubblicità, consumismo, monetizzazione. La civiltà del consumo preconizzata dall’allora isolato Pasolini è giunta ad estremi ormai palesi. La scioccaggine con cui oggi si pubblicizzano le inutilità del mondo va di pari passo con le astrattezze di chi ritiene di poter fare a meno di tali strumenti imposti. Sono imposti per non essere tagliati fuori dalla comunità, quindi per certi versi irrinunciabili.

E’ questa l’evoluzione ultima di un consumismo estremizzato, che fino a non troppi anni fa si poteva evitare, vivendo pur splendidamente. Oggi siamo costretti ad usare, gettare, inquinare corpo, anima e mondo per avere la possibilità di fare ancora parte della comunità. A tanto non era giunto Pasolini: nel suo estremo pessimismo (realismo) vedeva ancora nell’identitarista un baluginare di salvifica possibilità. L’olio di ricino e il manganello, però, hanno fatto il loro tempo e sono relegati ad un passato confuso e senza memoria. Perché regola della civiltà (società, meglio) dei consumi è dimenticare il passato, le tradizioni, le famiglie, le regole etnico-sociali che ci caratterizzarono per millenni.

Il cittadino deve ritornare a pensare con la sua testa, senza condizionamenti, a leggere libri, a fottersene di come appare e di come manifestarlo all’esterno. Usare gli strumenti superflui di cui siamo circondati per diffondere un messaggio diverso, per cominciare, appare come un’idea buona.

Se Pasolini rifuggiva il mostro televisivo di fronte al quale, passivi spettatori, attingiamo anche inconsapevolmente e per osmosi, la tv nulla è di fronte alla potenza distruttiva di internet. Qui c’è la pancia del paese, senza filtri, senza onore, senza qualità.

Chi non intravede una via d’uscita pulita, pacifica e onesta, tornerà alla terra, come suggerito da Ratzinger. La terra appare oggi come una delle ultime vie d’uscita.

Il consumismo è il genocidio delle culture, oggi più che mai. Mentre un tempo tuttavia il sottile equiparare ai desideri inutili della borghesia i desideri delle masse era un fattore occulto, oggi essa è pratica comune e per nulla sottesa. Siamo di fronte ad un istupidimento delle masse che gioverà ai soliti noti, ma che avrà come risvolto della medaglia un sonno della ragione i cui esiti non sono ancora chiari, ma non c’è nemmeno più l’afflato di un ottimismo di fondo a sorreggere questo tremendo discorso.
 

In foto il paginone di Repubblica che sollecita ad indignarsi per il bimbo siriano morto sulle coste turche. Si è deciso di indignarsi in massa per questa foto, in tutto il mondo buonista, facendo finta (o ordinandoci) di non vedere le migliaia di bambini siriani che muoiono ogni giorno da quattro anni in patria, grazie ad una delle tante recenti guerre volute dal capitalismo a stelle e strisce. Nella pagina di fianco, naturalmente, un culo di fuori. Perché il consumo viene prima di tutto: credono di controllarci, perché in gran parte lo fanno. Non permettiamoglielo.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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