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La dittatura silente dei poteri forti

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di Freddie


Il nostro bel paese ha tanti difetti, ma siamo tutti bonariamente convinti che in fondo sia il paese più bello del mondo. Ebbene l?Italia da sola detiene il 50% del capitale culturale mondiale, la stragrande maggioranza di chiese e templi; popolazioni, storia, culture intrecciate ad andare a formare quell?incredibile capitale umano e di trama di geni che è allocato nei cuori pulsanti degli italiani. Ma quanto detto, per quanto incredibile, non basta. L?Italia è una dittatura. Attendete un attimo prima di chiudere dicendo: “il solito estremista avventato”. L?Italia è caratterizzata da una silente dittatura dei poteri forti, che si cela sotto il mantello, non troppo pesante e facilmente maneggevole, della democrazia.
Il governo del popolo è ormai avvilito e sono mille e mille i casi in cui il concetto stesso su cui si dovrebbe basare la nostra forma di stato viene meno , sradicato dalle fondamenta.  A partire dalla mafia, per passare agli imprenditori-politici che fanno leggi ad personam, per arrivare ad una corruzione dilagante nella politica e ad una politica tutta d?interesse: ci si dica, chi mai scende oggidì in politica per ideali, e con l?idea di fare il deputato come unica e temporanea attività, come dovrebbe essere? Se uno oggi sceglie di fare il deputato (nominato, quindi lo sceglie il capoccia di partito, che si chiami D?Alema o Schifani poco cambia) sceglierà o la temporaneità, ma nel frattempo farà la sua professione tranquillamente  (si veda quanti operanti avvocati ospita il parlamento) oppure la perpetuità: in questo caso fare (o fare finta di fare) il deputato sarà l?attività della vita. Per anche trent?anni di benefits, apportando, nella maggioranza dei casi, alcun beneficio al paese..


Ma il potere forte contro cui ce la prendiamo oggi è quello dei magistrati. I magistrati italiani conducono inchieste spesso sull?onda dei bistrattatissimi giornalisti che scoprono, indagano e mettono alla luce. Qui entra in scena il PM che va poi a colpire od affievolire, a seconda delle idee personali. A fronte di una minoranza eroica di magistrati imparziali che, pur con le loro idee, cercano di applicarsi nella professione con indole integerrima e imparzialità assoluta, la categoria tutta viene infangata da comportamenti come quelli di un tal Ingroia che va a parlare dal palco di un partito, quello di Rifondazione comunista, fuori da ogni schema attuale e fuori pure dal Parlamento. Altri e numerosi magistrati hanno tenuto analoghi comportamenti prima di sbarcare trionfalmente in politica, mentre ancora erano nelle loro funzioni, garanti della giustizia e portavoce dello Stato.

Oggi però la casta dei magistrati ha piegato la libera informazione, ha piegato le norme al suo volere, e per tre gradi di giudizio ha ritenuto meritevole Alessandro Sallusti di condanna ad un anno e due mesi nelle patrie galere. Decisione senza eguali, per un pezzo da lui non scritto, ma solo avallato in quanto direttore di testata, su una materia delicata dove al giornalista autore del pezzo incriminato è scappata una frase forte su un argomento, come quello dell?aborto forzato imposto ad una minorenne, che può scaldare gli animi di credenti e non credenti, poiché argomento socialmente vieppiù controverso. Come si può avere fiducia nel sistema penale italiano nell?anno del Signore 2012, e nel sistema Italia per estensione?

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Di Redazione Elzeviro.eu

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