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Anche noi possiamo

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Fare cosa non si sa, ma Renzi, grande fan di Obama, ieri ha toccato il cielo con un dito, perché non gli sembrava vero averlo accanto davanti alle televisioni di tutto il mondo. Già aveva usato una sua frase per concludere la campagna delle primarie per la candidatura a premier (vinte poi da Bersani) promettendo che “the best is yet to come” (il meglio deve ancora venire), ma ieri ha pronunciato lo slogan storico di Obama nel 2008, quello che lo ha portato alla Casa Bianca. “YES , We can“, sì noi possiamo, ma prima si deve passare alla repubblica presidenziale. Comunque sia, sono state parole di grande effetto e di grande impatto. In effetti,Renzi ha sempre scimmiottato il presidente USA, perchè “Ready to go” (pronto a partire) lo era da tempo ed il famoso “Change” (cambiamento) gli circolava nel sangue.
Ogni politico ha un suo personalissimo punto di riferimento, e non ci sono dubbi su quello di Matteo. Diamogli comunque atto che ha segnato un goal quando gli ha chiesto di internazionalizzare la questione dei nostri due Marò trattenuti in India ingiustamente, 
ed a noi non resta che sperare che possano finalmente ritornare a casa. Ancora sul tappeto c’è il delicato problema degli F35, che secondo Napolitano ed Obama “non si toccano“, benché da più parti si ripeta che questi aerei siano difettosi dal punto di vista tecnico. Altrettanto scabrosa è la sfida americana a Putin, dove c’è in gioco nientepopodimeno che il gas, sul quale l’Italia non può certo scherzare. E non solo.
Renzi deve fare i conti con i malumori del suo partito, le proteste degli esodati, e -soprattutto – con le coperture finanziarie che gli servono e che non riesce a far saltar fuori come vorrebbe. Perché tra il serio e il faceto, non ha chiesto un prestito ad Obama come fece De Gasperi (con il cappello in mano) dopo la fine della 2° guerra mondiale.

di Giuseppe Franchi      N.a.a. 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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