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A carte scoperte

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Renzi s’è rivelato un convinto europeista, un suddito di questa Unione che aveva detto di volere cambiare a favore dell’Italia. In altri termini, sta facendo tutto il contrario di ciò che aveva annunciato con enfasi. Comunque sia, annoverarlo fra i “potenti della terra” perché ha partecipato al G7 dell’AIA fa ridere. In effetti sta solo cercando (più o meno) di portare in porto i punti che caratterizzarono la campagna elettorale di Berlusconi dopo la fine della “Prodissea” ( 24/01/2008), come l’eliminazione delle provincie, il dimezzamento dei parlamentari, la modifica della costituzione e la riduzione della tassazione.

Avrà del filo da torcere e cesti di noci da schiacciare a mani nude, che lo costringeranno a lasciar da parte le visite settimanali nelle varie scuole d’Italia, con sollievo per i bambini che non dovranno imparare filastrocche in suo onore. Già ha dimostrato imbarazzo nel toccare con mano i 7 punti persi da Hollande nelle municipali francesi, che hanno evidenziato, pur non potendo cambiare il presidente, di non gradire affatto il suo governo.

Non se lo aspettava, e la sorpresa l’ha turbato. Fatti i conti con le elezioni europee alle porte e le riforme in alto mare che rallentano il suo percorso che arranca in salita, parte del suo ottimismo se ne sta andando con il passare dei giorni. Ha messo troppa acqua sul fuoco, che alla fine traboccherà spegnendo le sue speranze. Molto probabilmente rimarrà con le spalle fiaccate dalle troppe pacche ricevute, ma con le ossa rotte.  Invece di dire a Bruxelles che l’Italia che rappresenta manterrà i patti, avrebbe dovuto sottolineare che sotto il 3% tra deficit e PIL c’eravamo solo noi e la Germania, mentre gli altri paesi avevano sforato senza esssere stati presi di mira. Matteo Renzi , il cui nome viene pronunciato in TV milioni di volte, ha iniziato il suo percorso da premier ossequiando l’Europa e le sue “richieste” comportandosi da sprovveduto ed inesperto, facendo sorridere Barroso e Van Rompuy. Con quella gente lì occorre un approccio diverso. Viene da pensare a come li tratta un certo Putin, che con loro usa il bastone e la carota.
Giuseppe Franchi, NAA 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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