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“Se vinco io si può”, Renzi vince e ora deve fare la rivoluzione

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Il candidato alla segreteria del Partito democratico, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, ha vinto le primarie ed è il nuovo segretario in pectore. Con il 70% dei consensi ad un terzo dello spoglio, è attorno al 70%. Lontanissimi (e senza possibilità di recuperi) gli sfidanti Cuperlo (18,2%) e Civati (13,4%). Ora il segretario reggente, l’ex sindacalista (quindi tutta la vita solo di facciata avverso ai partiti) Epifani, parla di una risposta democratica alla necessità del ricambio generazionale.

Le promesse di Renzi sono però davvero rivoluzionarie, tanto da apparire, quella del sindaco di Firenze, come una campagna elettorale irreale, alla De Magistris: colui che doveva eliminare l’immondizia di Napoli in una settimana. Il figlio del politico democristiano Tiziano Renzi dovrà adempiere ora tali promesse per non cadere nella polvere e nell’oblio che caratterizza gli ultimi segretari Pd (Veltroni, Franceschini e Bersani). 

Renzi promette l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti fino al dimezzamento dei parlamentari. Se ieri parlava solo un politicante senza le carte per tentare la rivoluzione, oggi parla il segretario del partito di governo che ha ottenuto più preferenze a livello nazionale. Si tratta degli impegni del Pd, il partito che esprime l’attuale Presidenza del Consiglio e che guida con i popolari di Nuovo centrodestra, le sorti dell’Italia.

Se non altro una cosa singolare delle primarie (per partecipare bisognava sborsare 2 ?) è che… le vince sempre un candidato del Pd.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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