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Le mutande di pizzo maschili: ecco i nuovi valori dell’Occidente

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L’ultima trovata modaiola a stelle e strisce che identifica l’uomo come un debosciato rivestito di pizzo e privo di virilità.

Da ormai un mese siamo inondati dai media di regime di notizie e pseudo giudizi nei confronti dell’uomo e dello statista russo Vladimir Putin, definito come un mostro tentacolare, un tiranno feroce, pieno di testosterone, macho egocentrico e dalle caratteristiche che lo farebbero assomigliare in particolar modo ai dittatori del secolo scorso.

Al di là del discorso di chi ha causato effettivamente la guerra tra un paese, la Russia, di destra ed un altro, l’Ucraina, di estrema destra, si sono dati giudizi a senso unico sullo statista russo dimenticando quanto fece il “buon” Zelensky a suo tempo.

E non ci riferiamo solo ai balletti surreali di qualche anno fa dell’attuale statista ucraino vestito da cicisbeo con tanto di stivali con il tacco, ombretto e trucco femminile, quanto ai bombardamenti delle inermi popolazioni russofone del Donbass effettuati a suo tempo senza pietà e senza che i media europei di regime dicessero una sola parola a riguardo.

Ebbene Putin ormai è visto, e guai a chi non si uniforma al pensiero unico, come uomo negativo, quasi repellente, troppo maschile e ancorato all’immagine dell’uomo duro soprattutto se confrontato con i modelli a dir poco grotteschi dei politici occidentali. Basterebbe confrontare il viso e lo sguardo del presidente russo con quello del nostro Draghi per capire molte cose…ma su questo vogliamo sorvolare.

Non sorvoliamo invece sui cosiddetti valori di libertà, pace e solidarietà sbandierati ad ogni piè sospinto da un’Europa che fino ad ora si è dimostrata invece tiranna e dittatoriale nei confronti dei suoi inermi cittadini con la scusa di un virus con una letalità vicina all’1%.

Di questi cosiddetti valori ne sappiamo qualcosa quando anni fa venne fotografato e osannato in prima pagina, manco fosse stato il Messia ridisceso sulla Terra, un “essere” non ben definito con tanto di barba, brillantini agli occhi e vestito da fata Turchina che per le sue assai presunte doti canore aveva vinto, anzi gli avevano fatto vincere, un concorso musicale organizzato dalla nostra Europa da operetta.

Valori che continuano imperterriti ad esserci propinati questa volta dall’America di un presidente, Biden, ormai giunto evidentemente al declino irreversibile delle sue potenzialità umane e politiche.  In questi giorni ha fatto scalpore, e meno male aggiungiamo noi,  la campagna pubblicitaria a stelle e strisce di un nuovo modello di mutande per uomo con tanto di pizzo trasparente.

Ovvio, a questo punto e doveroso, aggiungiamo noi, farci delle domande su quali siano alla fine i valori su cui si fonda la cosiddetta e assai presunta civiltà occidentale, valori molto attenti a difendere, manco fosse un’icona da adorare, il cosiddetto transgenderismo di facciata con tutte le conseguenze risibili del caso.

Valori secondo i quali l’immagine di uomo potrebbe, anzi dovrebbe adattarsi a quella di un essere privo di una precisa identità sessuale, tanto da arrivare al limite del grottesco fino a comprendere famiglie con due mamme e due padri con tanto di figli, poveretti, al seguito.

Chi scrive è amico e  ha conosciuto nella sua vita diversi gay dichiarati e li ha sempre rispettati perché ognuno nel suo intimo ha il sacrosanto diritto di fare quello che vuole.

Ma, sempre chi scrive invece si indigna e diventa furibondo quando chi detiene le chiavi del potere di un mondo occidentale che sta rasentando la follia, pretende di imporre l’esternazione dell’omosessualità fino a farla diventare il valore di riferimento  assoluto di un’intera civiltà.

Civiltà che, quando invece si è trattato di chiuderci tutti in gattabuia trattandoci come i peggiori delinquenti esistenti sulla faccia della Terra, non si è fatta di certo scrupolo di usare la forza più brutale e poliziesca tanto da sguinzagliare le forze dell’ordine contro poveri e inermi cittadini colpevoli solo di essersi ribellati alla incostituzionale e autoritaria limitazione delle proprie libertà personali.

Ebbene, guardando l’immagine di queste ridicole culotte trasparenti e impizzettate per l’uomo che “non deve chiedere mai” ci viene lampante un paragone con i nostri nonni e bisnonni che si sono sorbiti due guerre e che si sono “goduti” la cosiddetta guerra di trincea, sopravvivendo in mezzo al fango, al gelo e ai ratti, solo per difendere le loro mogli, i loro figli e le loro case dall’aggressione del nemico.

Ora di fronte a simili esempi di virilità, dimostrata anche da chi già allora era e si dichiarava gay, ci viene da ridere guardando la nefandezza di questi nuovi modelli di moda che qualcuno sta cercando di imporci con lo scopo di unire l’utile, ossia il lavaggio dei cervelli e delle coscienze, al dilettevole, ovvero i milioni che le case produttrici di simili porcherie guadagneranno sulle menti semplici.

Forse anche per questo chi scrive non nasconde, almeno dal punto di vista umano, la sua simpatia per il signor Vladimir che, a suo tempo, fece cacciare a calci nel deretano tal politicante Lussuria che si era recata in Russia sperando di rimestare un po’ nel torbido. Signora o signor Lussuria che trovò ad accoglierla/o una nazione sicuramente più seria di tutto l’Occidente messo insieme.

Putin che, quando noi eravamo stati rinchiusi come tanti topi nella tana a causa del Covid, ci mandò anche gli aiuti umanitari senza che glieli avessimo nemmeno richiesti e che, ora, ci vede nella veste di nemici “armati” di mutande di pizzo ma disposti ad inviare armi e aiuti a chi, a differenza sua, a suo tempo aveva forse preferito esercitarsi alla “dura” disciplina del balletto da operetta.

Ma questo ora non si può più dire pena il rischio di essere accusati di transomofobia. Stiamo pertanto zitti perché, come diceva un cartellone nell’ultimo conflitto, il nemico ci ascolta.

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Di Roberto Crudelini

Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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