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Bisogna dare battaglia, perché Dio conceda vittoria. Il Family Day e le “volpi scolastiche”

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“Bisogna dare battaglia, perché Dio conceda la vittoria”. Cosi si espresse Giovanna d’Arco, rispondendo a un giudice che le chiedeva perché Dio doveva servirsi del “suo” aiuto per vincere, visto che è Onnipotente.
Parole forti. Roba intollerabile per il “politicamente corretto”: troppo violento. Della violenza dei paladini della “correttezza politica” ci sarebbe molto da dire, e forse ci sarà l’occasione di farlo.

Il mite Massimo Gandolfini (mite quindi “diversamente violento”, nel cortocircuito della delegittimazione obbligatoria) per aver osato richiamare, quasi letteralmente, quest’espressione della Pulzella d’Orléans ha subito il “rogo mediatico” da parte dell‘inquisizione arcobaleno.

Niente di nuovo, in fondo. La sorte di quanti, obbedendo alla loro coscienza, si contrappongono alle tetragone ideologiche convinzioni (e convenienze) di chi sa ben mettere insieme nozioni e obbedienza al “pensiero dominante” non è mai il trionfo umano. Sia questi la diciannovenne Giovanna (nella Francia del ‘400) o il neurochirurgo cattolico (ai giorni nostri). Ogni epoca ha le proprie “volpi scolastiche”, per dirla con Bernanos. Gente “che ne sa”, che è sempre pronta a usare il proprio “sapere” per eliminare chi frappone la propria libertà all’imporsi delle “mirabili sorti e progressive”. Si tratti della “necessaria” sottomissione all’Inghilterra o dell’imposizione del “matrimonio egualitario”. Poco importa. I disegni politici, che sempre nascondono l’ambizione di un potere per sé, hanno bisogno di giustificazioni concettuali che sembrino (il punto è qui: sembrino) inoppugnabili. La “duplice monarchia” per i sapienti francesi d’allora, il “love is love” per i fabbricatori e amplificatori dell’opinione oggi.

La storica Regine Pernoud spiegava che “dietro l’ideologia architetta – la duplice monarchia – avevano anche elaborato un loro sistema affinché l’Università fosse considerata come la vera custode delle «chiavi della cristianità», sostituendosi al romano pontefice, di cui avrebbero presto cercato di sbarazzarsi nel corso di due concili burrascosi, quello di Basilea e quello di Costanza”. Non è diversa la ricerca di centralità e condizionamento che certe lobbies perseguono attraverso le odierne battaglie su “nuovi diritti” (poi ci sono “gli strumentalizzati” e “i servi sciocchi”, ma servono a completare le dinamiche). Magari cercando di portare, strumentalmente e con strumentalizzazioni, il Papa attuale dalla propria parte.

C’è chi alle “colonizzazioni culturali”, in forza di un senso profondo di realtà, si oppone. Con “lieta baldanza” facendo essere una resistenza che infastidisce non solo gli avversari, ma anche “chi vuol starsene tranquillo”. E a proposito di snaturamento del matrimonio non mancano gli ignavi, magari assisi in comode poltrone ministeriali e parlamentari.

La posta in gioco è decisiva. E l’azione dei Davide contro i Golia non è velleitaria. Anche se i potenti, che non vogliono limiti convinti che il potere sia tutto, sembrano monopolizzare la parte della ragione (ma ragione e ragionamenti sono faccende diverse) e si muovono subdolamente per delegittimare i semplici che rischiano di bloccare i loro schemi e orditi.

Giovanna non è stata a guardare. Come a guardare non sta il popolo del Family Day. Danno battaglia, domanda la vittoria, ben sapendo che non sarà giudicata solo dagli schemi del mondo. Anche sei ai sapienti, in servizio permanente ed effettivo del potere, non piace. A noi la battaglia, a Dio la vittoria!

Marco Margrita
@mc_margrita

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Di Redazione Elzeviro.eu

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