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Urge un centrodestra nuovo che non sia potere (di risulta), usura (del tempo) e Luxuria

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Vladimir Luxuria ricevuta ad Arcore, auspice la liceale Francesca Pascalele , da un ormai imbolsito Silvio Berlusconi, con tanto di triste selfie a fine serata, consegna l’immagine di una Forza Italia pronta, con stolta felicità, a declinare verso un conformista laicismo. Imprigionata nel “Patto del Nazareno”, quella che fu la casa politica della maggioranza moderata degli italiani, sembra aver ormai tradito il proprio popolo e i valori profondi della Nazione per avvitarsi in un goffo tentativo di “piacere alla gente che piace”. Gli esponenti del partito tardoberlusconiano parlano, prigionieri dell’interesse e convinti che l’unico “principio non negoziabile” sia la leadership dell’ex-Cavaliere, come il Fini che cercava l’applauso di Repubblica.

L’unico comandamento è la sopravvivenza, tra iper-renzismi tattici e giravolte valoriali. Incapaci di andare oltre ai casting nella selezione della futura classe dirigente, gli azzurri maneggiano quanto rimane del consenso che fu, con offensiva spregiudicatezza. Anche su questioni meno decisive. Si pensi, per guardare a fenomeni locali, alla magra figura rimediata alle elezioni per il Consiglio Metropolitano di Torino. Intruppato nel “listone di larghe intese”, dilaniata dal correntismo fine-impero, diventa irrilevante ancella del Partito Democratico, riuscendo a eleggere uno solo dei suoi quattro candidati. Un esito da cui si dovrebbe trarre una lezione: gli accordi si fanno per qualcosa in più di una poltrona e in base a una posizione politica, ad una visione.

Nessuno può negare i meriti storici di Berlusconi (lo abbiamo scritto altre volte: la storia sarà più generosa, nei giudizi, della cronaca), ma questo cupo dissolvimento non può essere nascosto in omaggio a ciò che fu. Serve un centrodestra nuovo, che non può – parafrasando T.S. Eliot – essere faccenda di potere (di risulta), usura (del tempo) e Luxuria.

Marco Margrita
@mc_margrita

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Di Redazione Elzeviro.eu

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