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Torino blindata e G7 fuori città. Per ora il sindaco gongola

È una città blindata quella che (non) ospita la riunione dei ministri dei grandi paesi della terra.

TORINO – I colossi del pianeta, esclusa la Russia e con l’Italia fanalino di coda, si riuniscono infatti presso la Reggia di Venaria. Venaria Reale, invero altro comune rispetto a Torino, ancorché amministrata da una giunta dello stesso partito di quella torinese, è la vera sede di questo G7.

Ieri sera sono giunti in città i ministri stranieri, e per il centro si sono viste scorrazzare le prime, spaziose “autoblu”, con poliziotti che scortano i politici in mini van neri, con un’auto davanti e un’auto dietro. I supposti motivi di emergenza e di sicurezza da garantire alle “passeggiate” dei titolari dei dicasteri stranieri e nostrani prevedono, anche se ciò appare del tutto opinabile, che tali auto blu passino con il semaforo rosso, ma senza sirena, ciò che pare si ponga in violazione del Codice della Strada.

Il sindaco di Torino Chiara Appendino non ha voluto commentare il fatto che il G7 si tenga fuori città, cercando di mettere così a tacere le nutrite polemiche che erano sorte intorno a tale argomento. In una borsa di benvenuto recapitata ai ministri dei grandi della Terra, Appendino, sindaca di un partito antisistema -almeno di nascita– ha voluto inserire, nel suo messaggio agli eminenti politici, alcuni simboli della torinesità. Una bottiglia di Barolo, pregiato vino piemontese, oltreché un documento in cui invita gli eccellenti ospiti a visitare Torino, città emblema della storia d’Italia, nonché prima capitale del Paese unito.

All’attività di promozione turistica, Appendino non ha aggiunto commenti nemmeno circa ciò che il G7 rappresenta, nell’ottica di una riunione che è considerata da sempre più contestatori come il simbolo di un capitalismo spietato e di un divario fra il ricco ed il povero che va acuendosi in modo precipuo.

Contro la settimana di colloqui tra i ministri dei 7 sono già state indette due manifestazioni da parte di anarchici ed antagonisti, la più importante nella giornata di venerdì. Nulla perviene, per ora, dagli ambienti della destra cosiddetta “sociale”. Tali assembramenti potrebbero acuire la tensione sociale, già abbastanza percepibile tramite il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine che ammanta il distretto urbano da almeno una settimana.

Per ora Appendino gongola: «Per la prima volta, tre summit si svolgeranno nello stesso luogo per condividere la più alta conoscenza sui temi del Lavoro, dell’Industria e della Scienza e indoividuare le linee strategiche volte a proporre risposte a domande sempre più impellenti che da tante parti ci vengono rivolte». L’auspicio è che manifestazioni non gestite correttamente (ciò che non sarebbe una novità, a Torino), non tolgano al sindaco il sorriso.

Di Federico Altea

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