Politica da bar

Quando un governo non può fissare le regole per l’economia, non è niente. Larghe intese, strette intese, oppure nessuna intesa, è la stessa cosa. I nostri parlamentari discutono soltanto, ma alla fine ubbidiscono agli ordini che impartiscono i burocrati di Bruxelles. Tante congiutture, viaggi all’estero, incontri tra i vari capi di stato e strette di mano in TV non spostano di un millimetro la situazione.

In parlamento vengono calendarizzate le date per buttare fumo negli occhi, per rendere complicato e confuso anche quello che non lo è. E’ tutto finto, fasullo. I politici seduti attorno al tavolo di un potere che non hanno, giocano sbuffando con fiches che equivalgono alle banconote virtuali che stampa la BCE facendole pagare al prezzo del loro valore nominale e non all’effettivo costo (di carta , inchiostro ecc.). Non stupiamoci se Grillo riempie le piazze vendendo illusioni a buon mercato: la gente ha bisogno di sogni per vivere, non di rigore .

Nel 1993 lo spread (parola ancora sconosciuta) era a 650 punti base, ma nel ’98 l’ITALIA versava in condizioni migliori rispetto alla Germania. E’ grazie a Prodi, a Ciampi ed alla loro combriccola di banchieri che ci hanno portati con l’inganno alla moneta unica, se ci siamo ridotti al punto in cui siamo. L’odierna realtà fa paura, quindi sentirsi dire che è possibile cambiare tutto, cancellare i trattati internazionali con un colpo di spugna, voltare pagina, svegliarsi in un mondo non più globalizzato e mercificato, ma veramente libero e non liberale e liberista (sotto il giogo dei mercati, delle borse e dello spread ), capace di rendere agli uomini giustizia e dignità liberandoli da una schiavitù opprimente, è una stampella che aiuta a camminare. Spes ultima dea.

Giuseppe Franchi, Naa

Di Redazione Elzeviro.eu

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