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Il 2030 per il World Economic Forum: comunismo e intelligenza artificiale

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La privacy non esiste e nessuno possiede niente. Automobili, case, elettrodomestici e vestiti vengono imprestati all’occorrenza; i lavoratori sono stati sostituiti da robot; un algoritmo ci suggerisce le scelte di tutti i giorni. Ecco il 2030 prospettato dal World Economic Forum: un comunismo ipertecnologizzato nell’era della quarta rivoluzione industriale.

In data odierna è più che opportuno soffermarsi su un articolo redatto da Ida Auken, parlamentare danese scelta dal WEF per diventare una giovane leader globale. Lo scritto è stato pubblicato dal World Economic Forum, organizzazione che da sempre si diletta nella previsione del futuro, a volte indirizzando anche con forza il corso degli eventi.

Per questo bisogna leggere l’articolo con molta attenzione, perché come sottolineato dall’autrice stessa: “questa non è una mia utopia o un sogno del futuro, è uno scenario che mostra dove siamo diretti – nel bene e nel male“.

L’articolo s’intitola “Ecco come potrebbe cambiare la vita nella mia città entro il 2030” ed è in pratica un inno al comunismo digitale. Il testo è strutturato come una lettera dal futuro e l’inizio è già emblematico: benvenuti nel 2030. Benvenuti nella mia città, o forse dovrei dire “la nostra città”.

Il nostro futuro

Nel 2030 prospettato dal World Economic Forum ogni prodotto è diventato un servizio. Trasporto, alloggio e cibo sono gratuiti, quindi non ha più nessun senso possedere qualcosa. Niente automobili, si usano le biciclette. Per la lunga percorrenza si può chiamare una macchina volante o un auto senza conducente.

Nella nostra città non paghiamo l’affitto, perché qualcun altro usa il nostro spazio libero ogni volta che non ne abbiamo bisogno. Il mio soggiorno viene utilizzato per riunioni di lavoro quando non ci sono. Di tanto in tanto, scelgo di cucinare da solo.

È facile: l’attrezzatura da cucina necessaria viene consegnata alla mia porta in pochi minuti. Perché tenere una macchina per la pasta e una cuoci crepes stipati nei nostri armadi? Possiamo ordinarli solo quando ne abbiamo bisogno.

Nel 2030 l’intelligenza artificiale e i robot hanno preso in carico la maggior parte dei lavori dell’uomo, che ora non ha nulla da fare. Non esiste neanche più la parola lavoro: si pensa, si mangia, si dorme. L’essere umano viene quasi svuotato di ogni suo scopo, lasciato solo a inventarsi come passare il tempo. Niente shopping però, tutti abbiamo le stesse cose, gratis.

Shopping? Non riesco davvero a ricordare cosa sia. Per la maggior parte di noi, si è trasformato nella scelta delle cose da usare. A volte lo trovo divertente, a volte voglio solo che l’algoritmo lo faccia per me. Conosce il mio gusto meglio di me.

Per il bene comune la privacy ovviamente non esiste, tutti sanno tutto di tutti. Questo consente maggiore sicurezza per le strade, quindi ovunque andrai e con chiunque parlerai sarai ripreso e registrato. Come se maggior controllo significasse maggiore civiltà.

Di tanto in tanto mi infastidisce di non avere una vera privacy. So che, da qualche parte, tutto ciò che faccio, penso e sogno è registrato. Spero solo che nessuno lo usi contro di me.

L’articolo si conclude parlando di chi vive fuori città. Inetti e sbarbatelli che non hanno accettato abbastanza velocemente il cambiamento. Gente che ha “perso la strada“. Vengono trattati come pecorelle smarrite, trogloditi che non vogliono o non sanno usare tutta questa magnifica tecnologia.

Coloro che si sono arrabbiati con il sistema politico e si sono rivoltati contro, vivono diversi tipi di vita fuori città. Alcuni hanno formato piccole comunità di autoapprovvigionamento. Altri sono rimasti nelle case vuote e abbandonate di piccoli villaggi del XIX secolo.

https://www.weforum.org/agenda/2016/11/how-life-could-change-2030/

La crisi da Coronavirus potrebbe anticipare la fatidica data del 2030?

La prospettiva descritta da questo articolo è agghiacciante e purtroppo straordinariamente vicina. La crisi causata dall’epidemia da Coronavirus ha fatto balzare in avanti molte tecnologie, realizzando la quarta rivoluzione industriale.

Costringere le persone in casa, riducendo al minimo i contatti, ha sviluppato la diffusione della tecnologia contactless. Sempre più rapidamente le tecnologie della trasformazione digitale stanno diventano quotidianità: conferenze online, realtà virtuale e realtà aumentata (VR e AR), robotica e intelligenza artificiale (AI), droni e guida automatizzata.

Il mondo è pronto a cambiare e la conseguenza sarà una disoccupazione di massa. I lavori manuali e quelli che dipendono dall’applicazione di conoscenze e giudizi professionali, verranno sostituiti dalla tecnologia. Niente più muratori, medici, fabbri, avvocati, idraulici, architetti, magazzinieri, commercialisti.

Presto arriverà il momento di scegliere: vivere in città con macchine volanti e algoritmi che scelgono come vestirti, oppure fuori città, con chi crede ancora nell’umanità e resiste?

 

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Di Arianna

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