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Funzionari cinesi prendono il controllo del consolato americano di Chengdu

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Questa mattina dei funzionari cinesi hanno preso il controllo dell’ex consolato statunitense di Chengdu, nel sudovest della Cina.

Sono entrati nell’edificio dall’ingresso principale, dopo che alle 10 di mattina (le 4 ora italiana) l’edificio era stato abbandonato e chiuso dai diplomatici statunitensi. La bandiera statunitense era già stata ammainata.

Come riporta Il post, La decisione del governo cinese di chiudere il consolato di Chengdu era arrivata come reazione alla chiusura del consolato cinese di Houston, in Texas, decisa dal presidente americano Donald Trump. I rapporti tra Cina e Stati Uniti sono molto tesi da tempo, a causa delle divergenze su diverse questioni. Ecco la dichiarazione del ministro degli esteri della Cina:

Lo stato attuale della relazioni Cina-Usa non è quello che Pechino desidera e Washington ne è responsabile. Ancora una volta invitiamo gli Stati Uniti a correggere la decisione sbagliata e creare le condizioni necessarie a riportare i rapporti bilaterali sul binario giusto.

L’ambasciatore cinese a Washington ha accennato alla possibilità che i funzionari cinesi rifiutino di ritirarsi dalla sede di Houston. Inoltre, si parla anche di una possibile espulsione dello staff Usa da Hong Kong, punto di riferimento per il commercio globale.

La situazione in breve

Come sottolinea il Corriere della Sera, è possibile evidenziare alcuni punti principali nell’attuale rapporto diplomatico tra Cina e Usa.

  1. Pechino sottolinea di aver adottato una linea di “pazienza strategica” nei confronti della “follia da campagna elettorale” dell’amministrazione Trump. Il presidente infatti avrebbe adottato in ottica delle elezioni la retorica della sfida alla “tirannia del Partito comunista e leninista”.
  2. L’FBI ha sostiene di aver interrogato cittadini cinesi in 25 città degli Stati Uniti per non aver dichiarato affiliazione passata o attuale con le forze armate della Cina. Inoltre lo stesso FBI aveva precedentemente già emesso mandati d’arresto per due hacker cinesi a caccia di segreti industriali.

Oltre a questi punti, chiaramente riecheggiano gli elementi di conflitto che già da tempo contraddistinguono i rapporti tra la Cina e gli Usa. Le questioni di spionaggio e di retorica provocatoria fanno solo da contorno al già vivace scontro su temi di rilevanza internazionale come i dazi commerciali, aziende tecnologiche (vedi Huawei),  i diritti umani della popolazione dello Xinjiang, lo scontro sulla legge di Hong Kong e le reciproche accuse sul Coronavirus.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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