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Che Iddio ci liberi dai metereologi e dai giudici!

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Qualcuno si chiederà giustamente cosa possano centrare gli esperti di meteorologia con la magistratura nazionale: la risposta è che centrano…eccome se centrano! Infatti, dopo il famoso caso dei sismologi condannati e poi, grazie al cielo, prosciolti in Appello per l’ipotetico reato di mancato allarme in occasione del terremoto dell’Aquila, da allora in poi i nostri metereologi, evidentemente per non rischiare uguali percorsi giudiziari, hanno incominciato a fare a gara nel dare previsioni il più apocalittiche possibile, quasi da fine del mondo, passando però, in questo modo,  il segno del buon senso e dell’obiettività.

 

Con la spada di Damocle sulla testa dei giudici italiani sempre pronti a scagliarsi anche contro chi con la scienza ci lavora e, per questo, può anche sbagliare perché non esiste, almeno allo stato attuale delle conoscenze, scienza assolutamente esatta, si sono quasi messi d’accordo nel darci in continuazione previsioni che più catastrofiche di così non si può. Previsioni quasi sempre peggiori rispetto alla realtà dei fatti “vendute”agli Italiani con il chiaro scopo di non correre rischi inutili e magari finire in modo immediato e…indegno la carriera, per la serie: meglio rischiare il reato di procurato allarme che quello appunto ben peggiore di mancato allarme.

 

Per carità in alcuni casi, vedi i vari alluvioni di Genova e della Sardegna, la previsione è stata azzeccata in tutta la sua drammaticità e forse ha anche contribuito a salvare vite umane ma, esclusi i casi limite in esame, il più delle volte i poveri cittadini italiani si sono visti bombardare da “minacce” quasi da Apocalisse di San Giovanni che avrebbero dovuto obbligarli alla segregazione casalinga per evitare il rischio di rimanere o stecchiti per il freddo o travolti da uragani di portata planetaria. E’ il caso di dire che il più delle volte queste infauste previsioni non si sono avverate e le minacce di estinzione della razza italica grazie al cielo sono rimaste solo tali.

 

Illuminante a questo proposito è stata l’ultima minacciosa avvisaglia di qualche giorno fa secondo la quale la penisola italiana stava per essere travolta da un’ondata di gelo polare quasi da “Day after“, con temperature che sarebbero dovute scendere a livelli di tundra siberiana. Ebbene così non è stato, almeno non dappertutto e con la catastrofica virulenza paventata perché, nel caso ad esempio del Piemonte e di Torino, città ben nota per il suo clima non certo…mediterraneo, si sono avute, alla faccia dei metereologi “menagrami”, giornate soleggiate, limpide e con temperature che, se escludiamo la notte e le prime ore del mattino (sarebbe da ricordare che siamo anche in inverno), nelle ore centrali della giornata hanno anche toccato i tredici-quattordici gradi al sole. Ricordiamo a questo proposito che gli esperti avevano “trionfalmente” annunciato proprio a Torino che le massime non sarebbero andate oltre i tre-quattro gradi sopra lo zero e con minime degne dei fiordi norvegesi.

 

Insomma, come se gli Italiani non avessero ben altri problemi cui pensare, sono stati e continuano ad essere pure bombardati, vessati, spaventati e…condizionati, da ripetuti appelli al… “si salvi chi può” che francamente sono pure dannosi perché costringono la gente a starsene chiusa in casa rinunciando anche a quel minimo di svago che il “regime europeo” molto bonariamente ci concede. A dar man forte ai signori del tempo ci hanno pensato anche  vari telegiornali nazionali che, in occasione di una prima…tenera spruzzatina di neve sulla città di Milano sono riusciti ad imbastire fior di servizi infarciti di interviste ai passanti per carpire loro le “essenziali” e “fondamentali” impressioni sull’improvvisa nevicata (sic!). Il risultato, inutile sottolinearlo, è stato al limite dell’ilarità o dello sconcerto…fate voi…con qualcuno che ha detto: “certo che con la neve l’aspetto della città cambia…” ( ma va?!) o “da stamattina con la neve fa proprio freddo” (chi l’avrebbe mai detto?!) oppure “le strade sono diventate viscide e il traffico è rallentato” (ma non mi dire!).

 

Insomma il festival dell’ovvio e del luogo-comunismo più becero e avvilente. Evidentemente, nonostante i ben più gravi argomenti che dovrebbero essere sviscerati per aprire gli occhi agli Italiani, si continua a fare sfoggio di una certa televisione nazional-popolare che mira a distrarre dalla realtà per farci tuffare nel…paradiso-inferno dell’ovvietà e dei frammenti di un pensiero sempre più debole e sempre meno ancorato alla realtà. Non ci resta che fare come i nostri intelligentissimi avi che per sapere che tempo faceva si limitavano a mettere la mattina il naso fuori di casa affidandosi alle “indiscrezioni” sagge e precise di madre natura, l’unica che non si sbaglia mai…  .

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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