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Juve e Roma rallentano…Genova incalza

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COMMENTO AL CAMPIONATO

 

Frenano la Juve e la Roma bloccate sul pari dalla Fiorentina e dall’incredibile Sassuolo. Frena anche il Napoli costretto al pari da un coraggioso Empoli. Impresa del Genoa, terza forza del campionato, contro un Milan statico mentre la Lazio ringrazia l’arbitro non proprio casalingo contro un Parma ormai in mano ai russi. L’Inter battuta in casa dall’Udinese dell’ex, mentre un Toro tutto cuore riesce a pareggiare in casa contro un grande Palermo. Un’Atalanta ispirata mette nei guai il Cesena. Il Cagliari in caduta libera contro il Chievo mentre la Samp vince e convince in casa del Verona e agguanta il quarto posto.

 

La lunga ed estenuante quattordicesima giornata ha dato finalmente i suoi verdetti: le prime della classe, evidentemente concentrate sui prossimi impegni decisivi di Champion’s, si sono limitate a portare a casa un punto a testa. A Firenze non è stata una bellissima partita: nonostante i viola abbiano cercato di fare la partita, alla fine la Juve, senza sbattersi più di tanto,  è riuscita a uscire indenne da un campo tradizionalmente non proprio benevolo. Un punto che rallenta il cammino ma che non è neppure da disprezzare alla luce anche del mezzo passo falso della Roma che non è andata oltre il 2-2 contro un Sassuolo indomabile. Al buon De Sanctis bisognerebbe domandare…dove sta Zaza…perché evidentemente sul primo goal…semplicemente lo ignorava. Sul secondo è stata tutta la difesa a farsi una bella dormita facendosi infilare in velocità sempre dal guizzante attaccante nero-verde. A questo proposito bisognerebbe ricordare a qualcuno che si ostina a snobbare la squadra della piccola cittadina emiliana come il tridente d’attacco della squadra di Di Francesco vanti tre giocatori in forte odore di Nazionale, ovvero forse l’attacco più forte della serie A…cose da non credere.

L’altra pretendente al terzo posto, lo squadrone partenopeo, contro uno stupendo Empoli, prima è andato sotto di due goal e poi, risvegliatosi improvvisamente dal torpore, si è appoggiato sull’alta classe dell’ormai solito Zapata e su De Guzman anche se il punticino racimolato così in casa ha il sapore della mezza sconfitta. Una Lazio sempre tremebonda e quasi mai dominante è riuscita a portare a casa una vittoria quanto meno insperata. I biancocelesti infatti, dopo essere andati come al solito sotto di un goal, ma potevano essere due visto che il primo goal del Parma è stato annullato per fuorigioco inesistente, hanno pareggiato ben venticinque secondi dopo i due minuti di recupero concessi dal…distratto arbitro Guida. Il goal della ripresa non è stato altro che la naturale conseguenza della concausale depressione parmense. Fatti i dovuti calcoli con un goal regolare in più per il Parma e uno doveroso in meno per la Lazio il risultato sarebbe stato esattamente l’opposto a favore degli emiliani. Il problema è che la Lazio continua a non convincere sia in termini di tenuta psicologica che in quelli più prattemente tecnici: la squadra “trionfalmente” assemblata da Lotito questa estate in verità si sta rivelando una compagine povera di qualità e si sa, almeno in serie A, se vuoi ambire a traguardi importanti la qualità è tutto. Piccolo particolare surreale: non saranno pochi a questo punto i tifosi laziali che incominceranno ad invidiare quelli del Parma non tanto per la classifica attuale ma soprattutto per il cambio di timoniere. Un Parma in mano a petrolieri russi e ciprioti è destinato in futuro a surclassare la Lazio di Lotito, un esempio su tutti: il Manchester City che da Cenerentola della Premier League è diventato nel giro di pochi anni una delle compagini più forti d’Europa.

La dea bergamasca è riuscita, nonostante il doppio svantaggio iniziale, a domare l’ingenuo Cesena di un Bisoli a questo punto sempre meno sicuro del suo posto. La vera impresa del pomeriggio l’ha fatta però il grande magico grifone del mago Gamberinus che ha rifilato al diavolo l’ennesima mortal pozione del campionato. A forza di magie gli apprendisti maghi agli ordini di tal immortal nocchiero sono diventati maghi professionisti con tanto di patente al seguito, tanto potenti da sconfiggere sua maestà el diablo in persona. Per far questo è bastata una bella capocciata di Antonelli che, come l’omologa Mole torinese, è svettato su tutti regalando ai suoi tifosi una…vista mozzafiato sulle restanti diciassette squadre del campionato. Un Toro di gran cuore, anche se parecchio ingenuo in difesa, è riuscito per ben due volte a pareggiare il doppio vantaggio di un Palermo sontuoso e sempre più conscio dei suoi non pochi mezzi. Più che un mezzo passo falso per i soldati di Ventura si è trattato a questo punto di una mezza vittoria che tiene la zona…retrò del campionato a due punti di distanza…di questi tempi di contestazioni e di vacche magrissime meglio due soli punti che…nessuno.

In serata si è consumato in casa Tohir l’ennesimo dramma sportivo: questa volta, nonostante l’illusorio vantaggio del senor Icardi, a fare…dolcetto scherzetto ci ha pensato l’ex discolo di turno il buon Strama che per questo deve ringraziare anche Bruno Fernandes e tal Thereau, guarda caso, i due migliori in campo. Ora l’Inter si ritrova a navigare nelle zone basse della metà classifica a soli sei punti dalla zona “proibita” del campionato. Qualcosa ci dice che a questo punto il problema non era nel manico ma forse nell’inadeguatezza della stessa arma, per la verità, un po’ spuntata. Ieri hanno concluso questo eterno giro di valzer le ultime due partite che hanno visto da un lato il Chievo tirarsi fuori dalla zona calda andando a vincere in casa di un Cagliari che, dopo un illusorio mini break in campionato, è ripiombato in piena crisi di identità e conseguentemente anche di risultati. Forse tra Zeman e la sua truppa ci deve essere qualche problema di intesa o…di comunicazione…temiamo. Una Sampdoria corsara è andata a violare il balcone della bella Giulietta grazie ad un rigore netto ai danni di Eder con conseguente espulsione di Marquez: da lì in avanti la partita è continuata sui binari della naturale consequenzialità. Poco ha potuto il valore di Toni, autore del momentaneo pareggio, perché nel secondo tempo la banda di Sinisa è dilagata prima con Okaka e poi con Gabbiadini. Ora il buon Ferrero si ritrova al quarto posto ad un solo punto dagli alambicchi magici del grifon cugino e con le sue ambizioni assolutamente e splendidamente intatte. Genova è diventata il…terzo polo del calcio nostrano…non è fantascienza ma una splendida realtà.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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