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Juve e Roma: botta e risposta

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COMMENTO AL CAMPIONATO

 

La Juve vince il derby dei super goal mentre la Roma risponde domando in casa la nuova Inter di Mancini. Lazio da camomilla contro il Chievo e Sassuolo sempre più su. Il Genoa vince e convince a Cesena, Milan risorge contro l’Udinese mentre la Fiorentina maramaldeggia contro un Cagliari molto ingenuo. L’Atalanta resiste ad Empoli mentre il Palermo infierisce contro un Parma sempre più disperato. Stasera tra Sampdoria e Napoli si decide per il terzo posto.

 

La tredicesima giornata vede inasprirsi il duello al vertice tra le prime due della classe: nessuna sembra voler dare il minimo segno di cedimento, in primis la Juve che, pur messa in difficoltà da un arcigno Toro, riesce alla fine a vincere il derby in inferiorità numerica. Due delle tre reti segnate valgono da sole il costo del biglietto, la prima in particolare, segnata da Peres, è di quelle da tenere nelle cineteche del calcio: ottanta metri corsi come un centometrista e la gran botta finale che va a fare sponda sul palo per poi carambolare in rete. Neanche Buffon ci sarebbe arrivato. Di reti simili nel nostro campionato, piuttosto avaro in termini di spettacolo, se ne vedono molto raramente…anzi quasi mai. Il buon Peres non si è comunque limitato a fare solo quello ma ha fatto la partita perfetta: se il Toro di Peres non ne avesse solo uno ma almeno altri quattro-cinque sparsi nei vari reparti, sarebbe probabilmente una squadra da scudetto. Invece così non è perché, dopo aver giocato una partita attenta, tutto cuore e polmoni, alla fine la truppa di Ventura scivola sulla classica buccia di banana, facendosi beffare in superiorità numerica all’ultimo minuto secondo.

Perché il goal di Pirlo sarà pure di livello stratosferico, quasi come quello di Peres, ma molto ce ne ha messo la squadra granata perché a un minuto dal termine con un uomo in più il pallone te lo tieni attaccato ai piedi e fai passare i secondi fino al fischio dell’arbitro e non dai agli avversari l’occasione per farti male come invece è successo in un modo a dir poco ingenuo. Questa in definitiva è la differenza tra le grandi squadre e quelle normali: la capacità di gestire la partita, certe volte addirittura più decisiva rispetto al gap tecnico. Capacità di gestire che sembra avere in gran quantità il Sassuolo di Di Francesco che al vantaggio del Verona con Moras ha saputo rispondere con il solito Sansone e poi con Taider. Ora la simpatica banda dell’ex giocatore giallorosso incomincia a lambire le zone alte della classifica…cose da non credere.

La Lazio di Pioli continua nella sua ormai lunga serie di…vacche magre anzi magrissime, andando in giro per l’Italia a fare quella che è ormai storicamente la sua specialità: portare conforto e speranza a chi sta male…vedi prima Empoli, ora Chievo e in passato molte altre. Domenica prossima potrebbe essere il turno del Parma a…beneficiare di questa sublime bontà e santità della squadra capitolina. Tre punti che a Cassano e C., ora come ora servirebbero come l’aria. Ma nessun problema perché con la Lazio ogni…desiderio si può avverare. D’altronde questo sembra essere l’attuale valore della squadra di Lotito che se la batte alla pari con il Chievo e perde con l’Empoli, oltre a prenderne tre in casa con la Juve. Altro che sogni di gloria: qui, se continua così, ci sarà da sudare per rimanere attaccati alla serie A.

La Roma risponde da par suo alla Juve vincendo le strenue resistenze di un’Inter convalescente che sta uscendo solo ora dalla sua lunga malattia, un’Inter che ha saputo rimanere attaccata al match fino al due a due ma che poi ha dovuto subire la legge del più forte con il…doppio avvento di Pjanic. I cugini rossoneri riescono invece a vincere contro l’Udinese mentre l’arbitro Valeri riesce a far perdere le staffe al povero Pozzo che è un gran signore ma alla fine, a forza di prendere legnate a destra e manca, giustamente esplode mandando l’arbitro letteralmente a quel paese che…per la cronaca si trova fuori dalla serie A. L’arbitro romano infatti prima non assegna un rigore netto all’Udinese e poi lo da al Milan per una non ben definita sfioratina di Domizi su Honda che prende pure il pallone con il braccio prima che questo vada su quello del difensore bianconero. L’uno a zero susseguente finisce inevitabilmente per spalancare le porte del paradiso ai rossoneri e…quelle dell’inferno ai friulani. Forse sarebbe stato meglio che a decidere la partita fosse stata, che so, l’incornata di Rami che, nonostante l’intervento di Karnezis, aveva mandato il pallone dentro la porta e che per la legge dei decimi di millimetro l’arbitro ha battezzato fuori.

La Fiorentina approfitta di una domenica no da parte del Cagliari dove il dettato zemaniano questa volta non ha funzionato a dovere esclusa la solita fragilità difensiva che di questo ne è l’altrettanto solito corollario: questa volta però ai quattro goal subiti non hanno fatto da contraltare i necessari quattro-cinque goal che la squadra isolana avrebbe dovuto mettere a segno nella porta avversaria. Questo è Zeman e così giocano le sue squadre: per gli avversari solo…la speranza neanche poi tanto recondita di incappare nelle giornate in cui l’attacco per motivi…fisiologici si ferma. Il Mago Gasperinus compie l’ennesimo “sortilegio” del campionato andando ad ipnotizzare questa volta il Cesena in casa sua. Il tempo di giocare appena 45 minuti e la partita è bella che chiusa: Matri, Antonelli con…malizia e… una Volta c’era il Cesena. La magia è servita e ora l’immortal Grifone aspetta con ansia notizie da…Marassi: insomma la città di Genova, ancora ferita e malconcia dai recenti alluvioni, potrebbe trovare, se non altro, un po’ di serenità grazie alle sue due squadre del cuore. Palermo amara per il Parma: la squadra di Donadoni da qualche segnale di ripresa e combatte acciuffando il momentaneo pareggio ma poi si disunisce di nuovo e si porta a casa l’undicesima sconfitta su tredici partite giocate. Meno male che domenica appunto arriva la…santa Lazio…così magari potrà arrivare qualche punticino…non sarà molto ma almeno si potrà ricominciare a sperare. Pari senza goal e…senza gloria tra la dea bargamasca e l’Empoli alle quali evidentemente un punticino basta e…avanza. Stasera vedremo se sarà più la voglia della Samp di continuare a far ridere il suo Presidente o quella del Napoli di non fa in…..zare De Laurentis. Domani ne sapremo qualcosa di più.

 

 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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