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Juve: una sconfitta che ha il sapore della vittoria

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Alla fine la Juventus esce dallo stadio di Lisbona con ancora intatte le sue chances di agguantare quella finale a casa sua che varrebbe oro. E sì perché il risultato finale di 2-1 la mette in condizione di giocarsela con tutta calma in quel di Torino: basterà un solo golletto in novanta minuti per staccare il biglietto di…metrò per la finale. Ovviamente fra una settimana sarà importante non solo mettere la palla almeno una volta alle spalle del pur bravo Artur, ma ancor di più non raccoglierla alle spalle di Buffon, perché in quel caso la questione si complicherebbe non poco.
Comunque alla fine i bianconeri escono con la convinzione che il Benfica, ben messo in campo da Jesus, sia comunque una squadra assolutamente abbordabile e alla nostra portata. La partita per la verità ha avuto un inizio che peggiore di così proprio non si poteva. Al minuto secondo, su perfetto calcio d’angolo dalla sinistra, Garay coglie dal piacevole praticello di Lisbona un tenero “non ti scordar di me” e lo regala affettuosamente al povero Bonucci. Tradotto in termini meno poetici significa che il nostro difensore si lascia intorpidire dal giro di valzer di Garay, libero di alzarsi in volo solitario e di incornare Buffon forse in leggero ritardo. A quel punto ci siamo chiesti se per caso la Juve  non fosse rimasta con la testa ancora sul campionato, come d’altronde molte squadre italiche usano fare in questo lungo periodo di vacche magrissime.
E invece la compagine bianconera, punta da quella spina imprevista, riparte a razzo riversandosi nella metà campo avversaria cosa che la espone però ai feroci e rapidi contropiedi avversari in uno dei quali per poco non ci scappa il raddoppio, con Sulejman che spara fuori a pochi passi da Buffon. Al minuto 29 Tevez, dopo aver corso a per di fiato per mezzo campo arriva a tu per tu con Artur ma gli manca l’ultimo acuto e il pallone arriva lemme lemme nelle manone di quest’ultimo.
Altre cose importanti nella prima frazione non ne accadono con il Benfica ben piantato davanti alla sua area di rigore ma pronto ad approfittare in contropiede dei possibili allungamenti bianconeri e con la Juve che si danna l’anima nel tentativo di raddrizzare una barca che continua ancora a rimanere su un fianco. Nel secondo tempo la Juve, a cui evidentemente mancano gli acuti del solito super Pirlo, questa sera in versione un po’ ridotta, prova a schiacciare ancora di più il piede sull’acceleratore e infatti al 54 Pogba, forse il migliore dei suoi, tira di testa ma il pallone con un guizzo da ghepardo viene tolto dalla porta dal bravissimo portiere lusitano.
Sotto le incitazioni-minacce-urla di un indiavolato Conte, la squadra bianconera continua nella sua opera di demolizione del fortino delle aquile rosse e al 56 è la volta di Vucinic ad essere neutralizzato da una splendida uscita all’ultimo secondo di Artur. Al 72° alla fine la Juve raccoglie quanto seminato: Tevez arriva come un treno dalla sinistra, non si lascia tentare dal tiro prematuro ma con la sua classe cristallina si beve due difensori avversari, si aggiusta la palla sul destro e trafigge Artur facendogli passare il diabolico pallone sotto le gambe. E’ la sospirata fine di una maledizione che dura da troppi anni. In uno stadio improvvisamente ammutolito i bianconeri fanno festa come se avessero segnato la rete decisiva nella finale di Torino mentre i rossi di Jesus accusano evidentemente il colpo facendo poco, anzi pochissimo, nei minuti immediatamente successivi al pareggio. E’ bastato però l’ingresso di Lima, subentrato ad uno stremato Cardozo, per rinvigorire i lusitani tanto che al minuto 83, dopo un’azione precisa e chirurgica con tanto di velo ad opera di Cavaleiro, lo stesso  Lima prende il tempo ad un dormiente Bonucci e scarica un destro a girare che si va ad insaccare dietro le spalle di Buffon. Due minuti dopo è ancora Lima, chissà cosa avrebbe fatto se avesse giocato la partita intera, a servire l’accorrente Markovic che tira un diagonale che va fuori di poco alla sinistra del portierone azzurro. La Juve non si arrende ma tenta ancora di pareggiare al 88° con Marchisio bravo a raccogliere il pallone in area e a scagliarlo quasi a botta sicura nella porta avversaria: questa volta Artur oppone lo stinco e devia con una prontezza di riflessi ammirevole. Al 92° è Chiellini che, da buon difensore, sparacchia fuori una palla che se fosse capitata sui piedi di Giovinco, subentrato al posto di Vucinic, avrebbe avuto forse miglior sorte. L’ultimo acuto portoghese  e… brivido per i bianconeri capita sui piedi di Cavaleiro il cui tiro, quasi un rigore in movimento, viene miracolosamente stoppato da Caceres.
La partita finisce così con i Lusitani che perdono tempo e che vogliono a tutti i costi portare a casa una vittoria anche se di misura e per nulla tranquillizzante in vista del match di ritorno. La Juve invece ottiene una sconfitta che ha quasi il sapore della vittoria. A buon intenditor poche parole: per neutralizzare la rapacità dell’aquila basterà chiudere gli  e i tetti dell’allevamento di casa, in parole povere non prendere più goal…oltre a farne almeno uno.

 

 

 

 

 

Benfica (4-4-2): Artur, Maxi Pereira, Luisao, Garay, Siqueira, Markovic, Enzo Perez, Andre Gomez (Cavaleiro), Sulejman (Almeida), Rodrigo, Cardozo (Lima) all. Jesus;

 

migliore Benfica: Lima 7

 

Juventus: (3-5-2): Buffon, Caceres, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah, Tevez (Osvaldo), Vucinic (Giovinco), Conte;

 

migliore Juventus: Pogba 7-

 

Arbitro: Cakir (Turchia)

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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