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Pirlo magia europea, Napoli affonda nel Porto

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Alla fine delle quattro sorelle di coppa ne è rimasta una sola anche se questa sola, per ora, vale tutto il campionato italiano. I bianconeri a questo punto non fanno mistero di ambire a quella benedetta finale da giocare nel catino di casa propria anche se, per la verità, le norme Uefa non le consentiranno di riempirlo come sempre di umanità amica. La signora del calcio, la più amata, ma anche la più odiata da chi è costretto a guardarla sempre dal basso in alto, riesce a passare indenne quell’altro catino rovente del Franchi.

 

La Fiorentina, che aveva tutte le carte in regola per sperare di approdare ai quarti, per la verità ce l’ha messa tutta a dare fastidio allo squadrone di Conte. Nella prima parte dell’incontro infatti prima Gomez e poi il sonnolento Ilicic sbagliano goal quasi fatti e una cosa del genere la Juve non te la perdona quasi mai. Infatti dopo tanto e tale fremere di rabbia viola, la squadra di Conte pian piano inizia a prendere le misure anche perché il buon Montella commette un errore abbastanza ingenuo: quello di mettere Cuadrado a fare il terzino con tutte le conseguenze del caso, prima fra tutte quella di perdere incisività là davanti, vista anche la scarsa vena serale di Ilicic. Ci si avvia quindi con incedere progressivo e letale ai secondi quarantacinque minuti, quando la Fiorentina inizia lentamente ma inesorabilmente a perdere smalto e incisività e con la Juve pronta a guadagnare sempre più terreno. Si giunge quindi all’attimo fatale quando al minuto 24 Gonzalo Rodriguez stende ai limiti dell’area lo sgusciante Llorente. Espulsione sacrosanta decretata dal direttore di gara Webb e punizione affidata al piede sapiente di messieur Pirlo. Gran calcione telecomandato che va ad insaccarsi beffardo all’angolino alto dove Neto non può arrivare. La partita in pratica inizia e…finisce qui. Anche perché la Fiorentina già non ce la faceva più in undici contro undici, figuriamoci adesso in inferiorità numerica. La stessa Juve, a questo punto, maramaldeggia lungo le praterie che inevitabilmente la Fiorentina le concede e sfiora per ben due volte il raddoppio. Fine dei sogni viola e inizio della rincorsa juventina verso la sospirata finale in casa.

Al San Paolo un Napoli sorretto dal commovente sostegno dei sessantamila accorsi in quel di Fuorigrotta, ci prova a mettere i bastoni alle ruote della perfetta macchina da guerra del Porto. E inizialmente, con il gran goal di Pandev, servito splendidamente da Higuain, sembra incanalare la partita sui giusti binari anche perché oltre al goal colleziona un numero quasi infinito di occasioni che non vanno a segno anche per una dose massiccia di sfortuna e a una dose altrettanto abbondante di…bravura da parte del portiere lusitano Fabiano. Dopo un po’ di giusto rifiatare si incomincia così il secondo tempo con un Napoli ancora testardamente arrembante con Insigne e Mertens che danno spettacolo, profondità e soprattutto velocità alla manovra azzurra. Si arriva a metà ripresa circa quando Higuain, splendidamente smarcatosi a tu per tu con Fabiano, spara a botta sicura ma viene miracolosamente deviato dall’estremo difensore ma anche estremo eroe della serata. Come succede spesso in queste occasioni, a goal mancato segue immancabilmente goal beccato e infatti al 24° su una innocua punizione calciata da metà campo, Ghilas fredda Reina: è il pareggio che significa eliminazione. E non finisce qui perché sette minuti dopo, con un’azione personale da manuale del calcio, Quaresma, scarta come caramelle gli imballati difensori napoletani e spara un bolide contro il quale  nulla può Reina. La sconfitta a questo punto sembra una punizione fin troppo severa e profondamente ingiusta: in uno stadio improvvisamente raggelato, Zapata, appena entrato al posto di Higuain, mette la…zampata per il pareggio definitivo che non serve a nulla se non per gli almanacchi del calcio illustrato e almeno per l’onore del Napoli. Almeno gli azzurri escono a testa alta anche se pur sempre affondati dalle cannonate del Porto. Ora per la squadra di Benitez resta “solo” l’obiettivo del secondo posto e la finale di Coppa Italia dove, guarda caso, incontrerà proprio l’altra delusa d’Europa, la squadra di Montella: per la serie finché c’e vita c’è speranza o, se preferite, si chiude una porta e se ne apre un’altra.

 

Forentina: Neto, Cuadrado, Gonzalo Rodriguez, Savic, Tomovic, Aquilani, Pizarro (Ambrosini), Vargas, Borja Valero, Ilicic (Roncaglia), M.Gomez (Matri), all. Montella;

 

Juventus: Buffon, Caceres, Bonucci, Chiellini,Isla (Lichtsteiner) Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Llorente (Osvaldo) Tevez, all. Conte;

 

arbitro: Webb

 

Espulsi: Gonzalo Rodriguez

 

 

Napoli: Reina, Henrique, Fernadez, Albiol, Ghoulam, Behrami, Inler, Mertens (Callejon), Pandev (Hamsik), Insigne, Higuain (Zapata) all. Benitez;

 

Porto: Fabiano, Danilo, Mangala, Reyes, Ricardo, Defour, Fernando, Carlos Eduardo (Josuè), Varela (Ghilas), Martinez, Quaresma (Licà) all. Castro;

 

arbitro: Atkinson.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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