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Telepromozioni in diretta da Palazzo Chigi

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Alla conferenza stampa del 12 marzo, Matteo Renzi sembrava, più che un premier, un imbonitore molto in gamba a vendere merce taroccata. Con il suo solito modo di fare disinvolto e spiritoso, dopo aver ricordato che toccherà all’Italia, dal primo luglio, a guidare le istituzioni europee, ha snocciolato il suo progetto “corposo e significativo” sottolineando la sua laurea in diritto amministrativo. Il piatto forte (in vista delle elezioni europee) è stato l’aumento in busta paga di 85 euro a tutti i lavoratori che gudagnano meno di 1500 euro netti al mese. Di questa manna beneficeranno 10 milioni di italiani, mentre pensionati, esodati, poveri e poverissimi resteranno al palo con la bocca asciutta ed amara. Ha pure sottolineato con enfasi che si tratta di 10 miliardi che faranno ripartire i consumi, come se con 85 euro n più al mese si potesse comprare chissà che cosa. Dal momento che come segretario del PD criticava Letta ripetendo a destra e a manca che per risolvere la crisi bastava riportare la tassazione sui giochi d’azzardo al 30% com’era nel 2002 (e poi ridotta al 9%) , perché non lo fa? Su 80 miliardi circa, lo stato ne incasserebbe tout court 24, senza tanti escamotage per recuperarne 10.
Evidentemente Renzino, come ha detto Paolo Ferrero nella trasmissione serale di “night desk” è un uomo d’affari, un businessman con troppi amici banchieri, che gli hanno sconsigliato mosse azzardate, perché i poltici gli avrebbero voltato le spalle. L parole sono una cosa (si possono smentire e rimangiare), i fatti un’altra. ormai Renzi fa parte della casta anche lui, dall’indennità di sindaco è passato a quella di presidente del consiglio, con un aumento ben più consistente di 85 euro al mese.
In conclusione, ha fatto solo tanti annunci, che la Ragioneria di stato presto ridimensionerà (come ha fatto notare lo stimato Ricolfi) Renzi non può affermare con sicumera “2 a zero e palla al centro” (alludendo alla legge elettorale ed all’approvazione del progetto da parte de suoi ministri ), qui non è in gioco la Champions league, ma l’Italia. La “ruota della fortuna” di Mike Bongiorno, da dove ha iniziato la sua escaletion pubblica, per il momento ha girato a suo favore, poi si vedrà.

di Giuseppe Franchi     N.a.a. 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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