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Sofagate: Ursula von der Leyen politicamente non rappresenta nulla

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La polemica su divani e sedie ha avuto alla fine la mera funzione di nascondere le ragioni per cui Ursula Von der Leyen si è recata in Turchia.

di Paolo Desogus

Da noi è del resto ormai tutto un chiacchiericcio, una falsa polemica, un accavallarsi di sciocchezze per occultare la sostanza delle cose.

Ursula Von der Leyen si è recata da Erdogan allo scopo di trattare il controllo dei flussi migratori per la modica cifra di 6 miliardi di euro. Sarebbe bello sapere cosa ne pensano i tanti che stanno lanciando messaggi di solidarietà o che si stanno prodigando in prediche contro il maschilismo in Turchia, quelli sempre in prima fila a raccontare la favola dell’Europa accogliente, aperta, plurale.

A Erdongan l’UE dà i soldi

per aprire campi di concentramento non dissimili da quelli libici, per attuare cioè una politica di sbarramento di fronte alla quale Salvini appare un simpatico democratico.

A margine (perché queste sono note da dare solo a margine): la presidentessa della Commissione europea non era seduta a fianco di Erdongan perché non è un capo di stato o di governo. Politicamente non rappresenta nulla. La sua funzione è d’altra parte quella di svolgere ciò che gli stati nazionali si vergognano di fare.

In questo caso vendere i migranti alla Turchia.

 

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