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A che punto è la Brexit?

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Facciamo il punto sulla Brexit. Le trattative tra UE e Gran Bretagna dovevano concludersi domenica alle 24.00. Nulla di fatto e si continua ad oltranza.

di Giuseppe Masala

I mass media tradizionali – mentendo come al solito – ci raccontano che l’oggetto del contendere sarebbe quella di dare o no la possibilità di pescare nelle acque della Zee britannica ai pescatori dei paesi rivieraschi della UE.

Naturalmente i britannici dicono di no e gli europei dicono di si. Certamente questo scoglio c’è, ma credo che i veri oggetti del contendere non siano questi. Infatti gli altri due punti di attrito tra Londra e Bruxelles sono:

  1. Gli aiuti di stato e il level playing field. Ovvero la volontà europea di non permettere alla Gran Bretagna di fare dumping alle aziende europee tramite agevolazioni fiscali e di altro tipo. Questo anche per evitare che molte aziende decidano di trasferirsi in Uk per godere dei vantaggi.
  2. La regolazione delle controversie. La UE vorrebbe che le future controversie venissero risolte dalla Corte di Giustizia Europea mentre la Gran Bretagna vorrebbe una corte arbitrale apposita (dove ovviamente i giudici vengano nominati metà da Londra e metà da Bruxelles).

Non si hanno notizie su questi due punti, evidentemente le delegazioni che stanno trattando non ne vengono a capo. Detto questo a me pare che se la Gran Bretagna ottenesse la corte arbitrale indipendente potrebbe ritenersi più che soddisfatta e accettare l’accordo. Per poi, ovviamente, continuare la guerriglia nel corso dei prossimi anni. Gli europoidi che questo lo capiscono bene invece vorrebbero affidare tutto alla Corte di Giustizia Europea che non è neutrale e ovviamente è sotto il loro controllo.

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