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La burocrazia affama (letteralmente)

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La burocrazia affama. Letteralmente; non è un immagine incazzata, bensì una descrizione.
In Italia ci sono 4 milioni e 814mila gli indigenti che ogni giorno chiedono cibo ad associazioni o Enti, l’8% della popolazione italiana. E sono almeno la metà di questi ultimi – oltre 2 milioni di persone – quelli che rischiano di restarne senza, con alcune regioni del Sud già rimaste senza viveri a maggio.
Ciò che fa inorridire è che i soldi ci sono, ma… la burocrazia frena il loro giungere a destinazione, cioè a chi ha fame.

Il caso lo solleva “Avvenire”
, mica i grillini. Loro di cibo si occupa(va)no solo in riferimento agli scontrini dei loro pasti: la retorica della trasparenza, mica sa che farsene della realtà!
Il quotidiano dei vescovi scrive che “75 milioni di euro destinati il 10 marzo scorso al nostro Paese per il 2014 dal Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead) sono già disponibili per il ministero del Welfare, da cui il titolare Giuliano Poletti pure assicura che sia partito un programma operativo alla volta di Bruxelles, additando proprio l’Europa come responsabile dei ritardi. Altri 10 milioni di euro previsti dal Fondo nazionale ed entrati in Legge di stabilità lo scorso dicembre sono ugualmente disponibili per il ministero dell’Agricoltura, che pure tre settimane fa annunciava – per bocca del viceministro Andrea Olivero – di essere pronto a stanziare per porre fine all’emergenza”.

Oggi, a Roma, si teneva un incontro al Ministero dell’Agricoltura, presenti i rappresentanti di Fondazione Banco Alimentare, Caritas, Sant’Egidio, Croce Rossa e gli altri enti accreditati. Le risultanze dell’incontro, quando si scrive, non sono ancora note. Ad essere certa, però, come ha ricordato il Direttore del Banco Alimentare Marco Lucchini, è “l’incompatibilità dei tempi della fame e quelli della burocrazia. Promesse e attese non sfamano famiglie, bambini e anziani”.
Intanto – mentre altri enti come Caritas hanno anticipato alle realtà locali 2,5 milioni di euro per coprire l’assistenza di maggio e giugno, in attesa che il Governo si muova – il Banco ha deciso di indire una Colletta alimentare straordinaria per questo sabato: nei supermercati di tutta Italia che aderiscono all’iniziativa sarà possibile acquistare e donare alimenti a lunga conservazione, che poi la rete del Banco Alimentare distribuirà alle oltre 8.800 strutture caritative convenzionate, che da sole ogni giorno assistono circa 2 milioni di poveri.

Un problema che non esiste in alcuna parte d’Europa, nemmeno in Grecia. Ovunque, sapendo che i fondi europei sarebbero stati disponibili a marzo, si erano convocati in tempo tutti i tavoli di programmazione e sbrigato gli adempimenti burocratici. Qui, in una Nazione che ha una storia di solidarietà ed “economia civile” senza eguali, l’elefantiaca macchina statale impedisce a chi si dedica al bene di farlo (e c’è ancora chi contesta il “meno Stato, più società”!).

Il premier Matteo Renzi,
nel documento di riforma del terzo settore ha lodato “quell’Italia generosa, che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone, l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no profit, delle fondazioni e delle imprese sociali”. Forse è il tempo di passare dalle parole ai fatti.
Il popolo a fame; le promesse di riforme, assomigliano un po’ troppo alle brioches di Maria Antonietta. Serve concretezza, serve cibo. Altrimenti si dovrà proprio dire che la burocrazia affama.

Marco Margrita

@mc_margrita

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Di Redazione Elzeviro.eu

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