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Europa League: ne perdiamo due su quattro

 

In Europa avanzano il Milan e la Lazio mentre non ce la fanno il Napoli e l’Atalanta. I romani negli ottavi se la vedranno contro gli ucraini della Dinamo Kiev mentre i rossoneri dovranno affrontare l’Arsenal.

Che il Napoli fosse destinato ad uscire in fretta e furia anche dall’Europa League lo si era intuito già all’indomani della sconfitta casalinga per 1-3, che uscisse anche l’Atalanta lo si era immaginato un po’ meno vista la splendida e sfortunata gara dell’andata nella tana del Borussia.

L’impresa sfiorata dalla Dea

I nerazzurri bergamaschi infatti ieri hanno dato in campo tutto quello che avevano nelle loro corde. Il vantaggio iniziale di Toloi che ad un certo punto ha illuso i tifosi perché sarebbe stato sufficiente per approdare agli ottavi, non è stato prodromico all’impresa che ci si aspettava. I tedeschi, dati per favoriti finali insieme agli spagnoli dell’Atletico Madrid, sono tosti e abituati a gestire situazioni anche più complesse in campo internazionale. Ai nostri più che il cuore e la tecnica è mancata forse la giusta esperienza e abitudine a lottare a certi livelli.

L’errore fatale di Berisha che non riesce a tenere il pallone e che mette poi Schmelzer in condizione di tirare un rigore in movimento quasi a porta vuota  è tipico di chi, pur con tutta la buona volontà, manca appunto di esperienza a livello internazionale, esperienza che ti permette anche di giocare con una certa tranquillità e freddezza.

Tutte doti che invece appartengono allo squadrone tedesco avvezzo a giocare sui palchi ancora più luminosi della Champion’s League. Peccato…ma questa esperienza servirà comunque alla splendida squadra di Gasperini in futuro per le sue prossime partecipazioni. Purtroppo, salvo casi eccezionali, campioni non si nasce ma si diventa dopo molte lacrime, sofferenza e sudore e l’Atalanta di strada impervia ne deve fare ancora per arrivare dove merita. Sul Napoli, che ieri ha deciso, anche se tardivamente, finalmente di onorare il suo impegno in Europa, che dire se non che adesso ha un solo rischio, a questo punto enorme: quello di fallire l’unico obiettivo che, sbagliando, si è dato….contenti loro.

Le aquile rimontano e stendono i romeni

Passando alle due vincitrici di ieri, maggior gloria l’ha avuta sicuramente la Lazio che era chiamata a ribaltare l’1-0 dell’andata. Se inizialmente qualcuno poteva essere preoccupato almeno in linea teorica, sul campo si è vista tutta la differenza tra le due squadre, una differenza quasi di categoria perché lo Steaua, con tutto il rispetto, forse non arriverebbe nelle prime posizioni del campionato di serie B.

Diciamo subito che alla società biancoceleste è andata bene  nel senso che, dopo gli opportuni interventi di carattere psicologico-motivazionale, Felipe Anderson è sceso in campo come se stesse giocando la partita della vita e…infatti non c’è stata storia. Il brasiliano, se continuerà così, è destinato ad essere il primo vero acquisto del campionato…altro che Nani che continua a corricchiare per il campo o Caicedo che si da un gran da fare continuando ad essere poco più che impalpabile per finire a Di Gennaro che continua a fare la spola tra l’infermeria e la panchina…alla faccia della campagna acquisti conforme agli obiettivi prefissati.

Se gira Anderson e tornano a girare Luis Alberto e Immobile seguiti a ruota da Milinkovic, ci sono i giusti presupposti per alzare al cielo qualche trofeo continuando magari a vincere già con la Dinamo Kiev squadra di medio calibro pescata oggi a Nyon. Il problema è comunque e sempre legato alla condicio sine qua non che tutto continui a filare liscio come l’olio perché se c’è anche solo qualcosa che non gira come deve sono dolori.

La passeggiata del Milan e la supersfida degli ottavi

Per il Milan, che già tutti danno come una delle squadre più in forma del continente, la vittoria sui pur volenterosi bulgari arriva solo per il goal di Borini e poco altro giusto per creare un po’ di contorno al pur legittimo passaggio del turno. Diciamo subito che aspettiamo di vedere di che pasta è veramente fatta la squadra di Ringhio contro l’Arsenal prossimo venturo di ben altro spessore rispetto alla simpatica squadra bulgara.

Di Roberto Crudelini

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