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Scottanti novità dall’America: Flynn stava per rivelare il legame tra CIA e Al Qaeda?

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L’amministrazione Trump ha avuto una vita travagliata fin dai suoi primissimi esordi e The Donald non ha fatto in tempo ad insediarsi alla Casa Bianca che già gli venivano rivolte accuse pesanti ed esplicite di essere un agente russo, un traditore nelle mani di Vladimir Putin, un ricattato dal Cremlino.

di Costantino Ceoldo

A pochi giorni dallo scadere del suo mandato, Barack Obama ordinò a CIA ed FBI di investigare quelle che furono definite “ingerenze russe” nelle elezioni americane: era l’inizio del Russiagate e per più di tre anni l’attività politica dell’amministrazione Trump è stata caratterizzata da una querelle politico-giudiziaria che solo quest’anno si è risolta favorevolmente per l’inquilino della Casa Bianca, quando il Senato ha rigettato la richiesta di impeachment presidenziale avanzata dal partito Democratico.

Se The Donald ha ora le mani libere e può concentrarsi più facilmente sul suo programma politico, in vista di una quasi certa rielezione alle prossime elezioni di novembre, lo stesso non può dirsi per un suo importante ma oramai ex collaboratore, il generale dell’esercito Michael T. Flynn.

Il presidente Trump nominò Flynn

suo Consigliere per la Sicurezza Nazionale il 23 gennaio del 2017, per normalizzare le relazioni con la Russia e tirare fuori l’America dal pantano siriano in virtù all’esperienza di Flynn nella comunità di intelligence statunitense che lo portava naturalmente a contatti con i suoi colleghi del Cremlino. Il successivo 13 febbraio, Flynn presenta però le sue dimissioni ed inizia il suo personale calvario nella vicenda Russiagate, anche lui accusato di essere un doppio agente pagato dai Russi.

L’accusa ha dei contorni fumosi e odora di pugnalata alle spalle ma, nel clima isterico di quei mesi e dei successivi, viene venduta al grande pubblico americano e mondiale come credibile: vista la carriera militare di Flynn, l’America si troverebbe di fronte al più clamoroso caso di defezione nella sua storia.

In breve la situazione di Flynn si complica:

il generale e i suoi legali cercano un accordo e Flynn si dichiara colpevole di dichiarazioni false all’FBI in merito alle indagini sulle (presunte) interferenze russe nelle elezioni del 2016. La sentenza viene più volte differita a causa delle caratteristiche tipiche del Russiagate e della guerra tra le due opposte visioni geopolitiche che la vicenda nasconde.

Michael Flynn pare sia l’unico che debba pagare per una vicenda, il Russiagate, che non ha mai avuto reale fondamento e la cui essenza si perde nei meandri delle lotte di potere a Washington. È quindi destino per il generale Flynn di terminare la carriera in malo modo, magari in prigione?

Richard Black, da poco ex senatore del senato statale della Virginia, è di diverso avviso ed ha recentemente scritto al presidente Trump una lettera accorata, nella quale esorta Trump a concedere il perdono presidenziale al suo ex consigliere.

Il senatore Black

già colonnello dei marines e veterano pluridecorato della guerra del Vietnam, ha acconsentito a rispondere ad alcune domande su questa vicenda.

D) Può ricordare ai nostri lettori chi è Michael T. Flynn, l’uomo, il soldato, il politico?

R) Il tenente generale Michael Flynn è stato il primo Consigliere per la Sicurezza Nazionale (NSA) del presidente Trump. Prima di allora, è stato il miglior consigliere di politica estera di Trump durante tutta la campagna presidenziale.

Flynn è stato direttore della Defense Intelligence Agency (DIA) da luglio 2012 ad agosto 2014, quando è stato rimosso per aver contestato l’affermazione del presidente Obama secondo cui al-Qaeda era prossima alla sconfitta. Fu anche licenziato per aver rivelato la verità sul coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra siriana. In ogni caso, il generale Flynn aveva ragione.

Ancora oggi, al-Qaeda è enormemente più potente dall’11 settembre. Solo gli eroici sacrifici della Siria e dei suoi alleati hanno impedito ad al-Qaeda di stabilire un vasto califfato che abbracciasse la Siria e l’Iraq. Russia ed Iran hanno fatto molto per fermare al-Qaeda, ma gli Stati Uniti hanno fatto ben poco per opporsi ad al-Qaeda e molto per incoraggiarla.

Sotto il generale Flynn, la DIA riferì accuratamente che gli islamisti radicali erano la forza principale dietro la rivolta siriana e che avevano il sostegno della Turchia. Il giornalista Seymour Hersh, vincitore del premio Pulitzer, ha scritto che “Flynn ha confermato [ad Hersh] che la sua agenzia aveva inviato un flusso costante di avvisi classificati… sulle terribili conseguenze del rovesciamento del [presidente siriano] Assad”.

L’amministrazione Obama era furiosa

con il generale Flynn. La CIA stava lottando per rovesciare il legittimo governo siriano, usando i terroristi collegati ad al-Qaeda come proxy di terra. Il presidente Obama aveva autorizzato il programma della CIA Timber Sycamore, che forniva enormi quantità di armi a tutti i ribelli siriani, compresi i terroristi dell’ISIS e di al-Nusra. Le valutazioni esplicite di Flynn minacciavano di minare il sostegno alla guerra siriana rivelando l’entità della collusione degli Stati Uniti con i terroristi islamici.

Pat Lang, un rispettato ex funzionario della DIA, ha dichiarato: “Flynn ha subito l’ira della Casa Bianca insistendo nel dire la verità sulla Siria…”

D) Perché il presidente Trump gli ha offerto la carica di Consigliere per la Sicurezza nazionale?

R) Durante la campagna presidenziale, il generale Flynn ha contribuito a modellare le opinioni di Donald Trump su questioni militari e di politica estera. Trump ha concordato con Flynn che:

  1. Gli Stati Uniti dovessero normalizzare le relazioni con la Russia.
  2. La NATO era sopravvissuta alla sua utilità.
  3. La guerra afgana non serviva più a nulla.
  4. La nostra guerra segreta contro la Siria era controproducente e minacciava la sicurezza nazionale.

Il presidente Trump guardò a Flynn per portare a termine quell’agenda.

D) Da dove proviene il procedimento contro il generale Flynn?

R) L’FBI utilizza tribunali FISA per autorizzare automaticamente richieste segrete di sorveglianza elettronica. I mandati FISA conferiscono a tali intercettazioni una patina di legalità. Esistono delle protezioni contro l’impiego dei mandati FISA per la sorveglianza interna, ma sono deboli ed inefficaci.

Le opinioni di Trump sulla Russia allarmarono elementi dello Stato Profondo, che si affidavano all’odio contro la Russia per alimentare sia l’espansionismo della NATO che i lucrosi contratti militari. Hillary Clinton e il Comitato Nazionale Democratico hanno impiegato un ex agente MI-6 di alto rango, Christopher Steel, per fabbricare un dossier in cui si affermava che Trump si fosse unito alla Russia per minare la corsa presidenziale di Hillary Clinton.

Steel ha esperienza di trucchi sporchi, essendo stato capo del comitato Russia nel Regno Unito. Non c’erano prove dietro le affermazioni nel fascicolo, che alla fine sono state screditate. L’FBI ha usato il dossier Steel per ottenere un mandato di perquisizione da un tribunale FISA. L’FBI ha nascosto la natura sospetta del dossier alla corte FISA al fine di ottenere un’intercettazione altamente inappropriata del generale Michael Flynn e di altri associati di Trump.

Il mandato FISA ha esposto

la campagna di Trump alla sorveglianza elettronica. Ha concesso all’FBI l’accesso a informazioni riservate da utilizzare contro Flynn quando egli è stato successivamente interrogato. Anche prima della sconvolgente vittoria elettorale di Trump, era in corso un piano per espellerlo dall’incarico presidenziale. Il piano si basava sul dossier Steel per giustificare le intercettazioni telefoniche per intrappolare i funzionari a mentire all’FBI – cosa che è essa stessa un crimine secondo la legge degli Stati Uniti.

I nemici di Trump speravano che alcuni dei suoi associati avrebbero testimoniato contro di lui per evitare la prigione. Il generale Flynn era il loro obiettivo principale, dal momento che quello per la Sicurezza Nazionale è talvolta il consigliere più vicino del presidente. Poco dopo le elezioni, il generale Flynn è stato scelto per questo incarico. In previsione di diventare Consigliere per la Sicurezza nazionale, ha contattato vari funzionari stranieri.

Era normale e appropriato per una simile figura in arrivo. Ma l’FBI ha pianificato di lanciare una trappola su Flynn.

Il direttore dell’FBI Comey

e il vicedirettore Andrew McCabe inviarono due agenti dell’FBI per interrogare Flynn nei giorni caotici successivi all’elezione di Trump. Uno di loro era il capo della sezione controspionaggio, Peter Strzok, un agente ultra di parte, con un intenso odio per il presidente eletto Trump. Durante un briefing di routine, un agente dell’FBI chiese a Flynn se avesse contattato funzionari russi.

Flynn gli disse di non averlo fatto, sebbene avesse parlato al telefono con l’ambasciatore russo Sergei Kislyak. Non c’era nulla di intrinsecamente illegale nel contattare l’ambasciatore, ma Flynn è stato sorpreso a mentire al riguardo – qualcosa noto come un crimine di processo. Dalle intercettazioni telefoniche, l’FBI ha anticipato che Flynn avrebbe esposto alcuni fatti in maniera non esatta.

Quando lo fece [esporre tali fatti], li usarono per accusarlo e minacciarono di imprigionarlo a meno che non avesse testimoniato che il presidente Trump aveva fatto qualcosa di illegale. Volevano soprattutto che Flynn affermasse che Trump era colluso con la Russia per influenzare le elezioni.

Ma il generale Flynn non poteva farlo. Non c’erano prove che Trump avesse mai fatto qualcosa del genere. Il generale Flynn non avrebbe mentito ed affermato che Trump lo aveva fatto. Se il generale Flynn avesse mentito su Trump per evitare una pena detentiva, la sua testimonianza avrebbe potuto rovinare il governo. Senza prove di illeciti, tuttavia, il piano di impeachment del presidente con testimonianze forzate è crollato.

Il Direttore dell’FBI James Comey

D) Perché il presidente Trump dovrebbe concedere il perdono presidenziale al suo ex Consigliere?

R) Perché il piano per estrometterlo era notevolmente corrotto e dannoso per la Repubblica. Le prove utilizzate per intrappolare il generale Flynn sono state ottenute da una intercettazione illegale. La dichiarazione giurata presentata alla Corte FISA ha impiegato informazioni deliberatamente fuorvianti. L’FBI ha nascosto ingannevolmente la natura non verificata di tali informazioni al tribunale FISA al fine di intercettare il tenente generale Flynn ed altri membri della campagna di Trump.

L’articolo II, Sezione 2, della Costituzione degli Stati Uniti conferisce al Presidente il potere plenario di perdonare i reati federali per qualsiasi motivo o per nessun motivo. In questo contesto, il suo potere non è vincolato. Non è soggetto né alla legislazione del Congresso né alla regolamentazione di alcuna agenzia.

Nessun tribunale federale può opporsi in merito ad un perdono presidenziale, in quanto tali atti di grazia rientrano nell’autorità esclusiva e irripetibile del Presidente degli Stati Uniti. Non c’è motivo più convincente per concedere atti di grazia che scoraggiare le trame per rovesciare il governo e nessuna persona è più meritevole del generale Flynn.

 

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