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Torino, una città di merda?

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Una città romanticamente bella, rovinata dalla politica locale e dai tanti stronzi che la abitano.

Sono torinese. Come tutti i torinesi, non sono davvero torinese. Come molti di noi sono anch’io un bastardo nelle cui vene scorre il sangue di numerose tra le venti regioni italiane. Mia nonna, lei sì che era piemontese e mi diceva: “ti it ses propi un bastian cuntrari”, sei proprio un bastian contrario.

In effetti tutti i miei amici dicono che questa città è proprio bella. La bellezza di Torino è tanta, innegabile, ma è fine a se stessa e la città è difficilmente vivibile. Il Lungo Po e la Pellerina, ad esempio, sono posti bellissimi, romantici, adorabili, ma abbandonati al più turpe degrado.

Saltando di palo in frasca, ma nemmeno poi troppo se seguiamo il filo del ragionamento, c’è da dire che tanta, troppa gente, ha la puzza sotto il naso. “Buonasera” e nessuna risposta. Al lavoro, in palestra, per la pubblica via. Amici(?) che si ubriacano e poi il giorno dopo fanno finta di non conoscersi.

L’espansività rumorosa del sud Italia, talvolta, manca davvero qua, dove noi tutti, con origini meridionali in gran parte, ci “raffreddiamo“. Eppure Torino è una città che ha perso la sua identità. Nessuno parla più il dialetto, invero lingua piemontese. Lingua perché antica tanto quanto l’italiano, da cui non deriva. La lingua piemontese si è sviluppata accanto all’idioma nazionale evolvendosi anch’essa dal latino, con molte derivazioni da antichi idiomi gallo-celtici. Ormai la maggior parte della gente, nel capoluogo, nemmeno più la intende.

Torino è la città più inquinata d’Italia. Seconda in Europa. Ottava al mondo. Londra, Parigi, Francoforte, città enormi dell’Europa, saranno tutte meno inquinate di questa. Eppure la classe politica è sempre la stessa. I mille (si fa per dire, ma sono molti di più) problemi di cui abbiamo parlato approfonditamente nei nostri articoli negli ultimi anni si acuiscono ogni giorno di più.

Una ztl irrazionale ha convogliato il traffico in punti nevralgici, aumentandolo. Le telecamere rubano i soldi agli ignari automobilisti, con regole che cambiano con una velocità disarmante, nell’ambito di una insicurezza circolatoria di fondo che fa venir voglia di rischiare il suicidio e prendere la bicicletta su queste nostre strade sconnesse.

Le tasse sugli immobili sono le più alte d’Italia. Eppure non siamo Roma o Venezia, che se lo possono permettere. Siamo una città bella, con una storia di grandezza nel sette-ottocento ed una storia recente avvilente fatta di capitalismo ed ossequiosità verso una famiglia disgraziata che sforna rampolli viziati, ignoranti, e soprattutto stranieri.

Torino è però un’icona di stile: ha dato i natali a Carla Bruni, ed è madre di quel radicalismo chic macilento e tanto invidiato da talune signorine che pensano, venendo a Torino magari da altre parti, che qui la gente sia chic. No: qui la gente è stronza.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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