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Rissa tra tassisti mentre Fassino non sa che fare

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Abbiamo già parlato sul nostro giornale circa la guerra che si sta verificando a Torino tra i tassisti e la UberPop, multinazionale americana che gestisce anche servizi taxi. Il Comune di Torino pareva aver intrapreso finalmente una linea dura, d’azione che tutelasse la nostra azienda, contro la concorrenza sleale degli americani.

I Vigili Urbani avevano infatti sequestrato alcune autovetture della UberPop. Tuttavia questo non è bastato: lo scorso 20 gennaio infatti è scoppiata una rissa tra i tassisti dell’azienda italiana e alcuni operatori della UberPop. Il tutto è scaturito subito dopo lo spettacolo teatrale di Claudio Bisio, evento organizzato in collaborazione proprio con la UberPop, che prevedeva il trasporto gratis per le persone che avessero comprato il biglietto in prevendita. Al termine dello spettacolo le auto bianche dei tassisti nostrani hanno bloccato quelle private, abusive, della UberPop, impedendo così il trasporto.

Questa gente ci ruba il pane; svolgono l’attività in maniera illegale e non garantiscono la sicurezza dei clienti, mentre le autorità stanno a guardare. Loro non possono accompagnarvi a casa, lo dobbiamo fare noi, se volete per stavolta anche gratis“, così hanno tuonato i tassisti all’uscita del teatro Colosseo.

Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, si chiede come sia possibile che un’azienda che opera in maniera abusiva sul territorio, che è stata anche perseguita dal Comune, riesca a partecipare all’organizzazione di eventi pubblici nella città, creando il conseguente disordine. In effetti ci sono buone ragioni per porre questa domanda direttamente al Primo Cittadino Piero Fassino, forse ultimamente un po’ distratto a causa dell’uscita del suo nome tra i papabili per il Quirinale.

Queste tensioni che parrebbero non troppo rilevanti, se non a fini di cronaca, sono in realtà molto gravi perché denotano il lassismo delle istituzioni che non tutelano per nulla le aziende nostrane, continuando così ad attirare fameliche multinazionali straniere pronte mangiarsi tutto (in via Roma un negozio italiano ha dovuto chiudere i battenti in favore di una multinazionale spagnola dell’abbigliamento).

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Di Redazione Elzeviro.eu

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