TORINO – In seguito a numerose lamentele, reclami e fatti reiterati, non potevamo esimerci dal fare un appunto (in realtà ne abbiamo già fatti più di uno) al Comune di Torino e al rapporto non roseo che ha instaurato con i cittadini.
Pare infatti che le giunte di sinistra susseguitesi negli anni abbiano cercato in tutti i modi di farsi malvolere dalla cittadinanza, arrivando a portare Torino, come sappiamo a memoria, ad essere la città più indebitata d’Italia e l’ottava città più inquinata al mondo (la seconda in Europa).
Eppure la cittadinanza torinese assume un comportamento di inspiegabile sudditanza di fronte a innumerevoli ingiustizie, presentandosi fedelmente alle elezioni comunali e apponendo la propria croce sullo schieramento che per cinque anni gliene ha combinate di cotte e di crude.
Tra il novero delle “ingiustizie” testimoniate a Torino se ne è aggiunta una nuova, subdola e per questo difficilmente evitabile. E’ capitato a numerosi cittadini che in quest’ultimo periodo in cui si sono accumulati lavori stradali a più non posso (non a caso, perché il Comune riceverà dei rimborsi in caso li finisca in tempo) si siano ritrovati con la macchina sequestrata proprio a causa delle suddette opere.
I nostri vicini di casa non si sono improvvisamente risvegliati ciechi ed inetti, lasciando sconsideratamente la propria automobile dove un evidente divieto ne impediva la fermata e la sosta, pena il suo sequestro. Ecco cos’è successo: molti di loro, possedendo due macchine, hanno momentaneamente accantonato una delle due in un posteggio apparentemente libero, e, per motivi ovviamente personali, non hanno utilizzato la macchina per un paio di giorni.
Poi all’improvviso l’amara sorpresa: in neanche 48 ore, nello spazio di parcheggio occupato dall’automobile, è comparso un divieto di sosta con rimozione forzata in vista di lavori che sarebbero iniziati, guarda caso, proprio il giorno dopo! Ecco così che una somma sopra i 100 euro, spesa minima per il rilascio di un’auto sequestrata, viene letteralmente “regalata” al Comune. La colpa del cittadino qual è stata? Doveva per caso andare a controllare ogni mezza giornata la condizione della propria automobile? Oppure sarebbe stato quanto mai doveroso da parte dei Vigili risalire facilmente attraverso la targa al proprietario della macchina, contattarlo e facilitare così l’inizio dei lavori? Risparmiando oltretutto il costo di un intervento del carro attrezzi.
Quest’episodio ci fa tornare indietro nel tempo, in una storia leggendaria fatta di pavidi ed arroganti funzionari pronti a subissare di ingiustizie i più poveri, i quali però potevano contare sulla difesa di alcuni “fuorilegge” nascosti nella foresta di Sherwood. Il sindaco Fassino si starà per caso accorgendo che il suo mandato, e quello dei suoi predecessori, potrebbe essere accomunato ad un certo “sfigatello” sovrano anglosassone, privo anche nel nome di una fissa dimora? E noi torinesi quando prenderemo finalmente spunto da quel tizio in calzamaglia verde, cappello a punta e arco in mano?
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