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Estetica ed etica

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Esiste uno strettissimo rapporto tra questi due valori, che non si è mai rotto dai tempi della classicità, della “kalokagathia“. Non per nulla, un mondo volgare e brutto come quello attuale è anche un mondo in cui l’etica è andata del tutto perduta, a vantaggio di peculiarità non meno volgari e brutte, come la corruzione, il furto, l’avidità
Anche il progressivo allentamento dei fisici degli individui – e so già che questo non mi attirerà simpatie, ma io non mi preoccupo del “politicamente corretto” – è segno di un’incapacità totale di imporre a se stessi un rigore, un feroce autocontrollo anche nell’alimentazione. Al netto delle disfunzioni fisiche, che indubbiamente esistono, e che rientrano ovviamente in una diversa problematica, l’incapacità di imporre una disciplina a se stessi, in ogni campo, è fonte di enormi implicazioni sociali, spesso
sottovalutate.
 
Libertà e licenza vengono confuse, e si scambia volentieri l’esercizio di fondamentali diritti di libertà, sempre più distrattamente (o passivamente) ceduti al Leviatano statalista, in cambio di qualche piccola licenza da quattro soldi (dall’alimentare [e non dico gastronomico, perché quella è altra e nobile cosa] a una sessualità di plastica e priva di emozioni e passioni vere).
Piccoli surrogati di pseudolibertà, mentre la morsa del “totalitarismo dolce” (in verità sempre meno dolce) ci soffoca ogni giorno di più e ci porta a chiederci che cosa abbiamo fatto – oltre ad essere molto ma molto distratti e tolleranti nei riguardi di chi ci governa – per meritare una vita del genere, un autentico orrore sotto ogni punto di vista. Un orrore dove non si può dire “zingaro“, ma non si deve dire che è il peggiore dei mondi possibili.

di Piero Visani 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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