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L’Italia merita l’invasione da parte di Isis

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Quando sentiamo che il ministro Mogherini parla (per becera circostanza) di un “attacco alla democrazia“, ci si rivoltano le viscere. Di fronte ad un attentato a due passi da casa e con italiani morti, le frasi di circostanza lasciano attoniti. Ella naturalmente è insigne rappresentante delle nostre gloriose istituzioni, membro di un governo nominato: non eletto democraticamente. Non è però per questo particolare che ci si rivoltano le viscere, bensì per la solenne stronzata di Mogherini. Secondo un lettore avveduto, come quello che posa lo sguardo su Elzeviro.eu, può davvero dietro l’azione di Isis ascondersi una volontà di colpire le istituzioni democratiche? Ha forse Isis un qualche interesse nelle forme istituzionali che governano i territori dove colpisce?

Cara Mogherini: la democrazia, in particolare quella flaccida, sempre pronta al più degradante compromesso come l’italiana, non c’entra nulla. Questo è un attacco ai valori occidentali, inverato in un Museo dove aleggia il mito di Virgilio, in un’estatica aria di reminescenze occidentali, greche e italiane. Ivi sono stati uccisi dei torinesi, degli italiani, e degli europei. La democrazia è da tenere bene a mente in quanto responsabile diretta della formazione di Isis. Si giunge a tale assunto mediante un paio di connessioni veramente elementari.

La caduta dei regimi mediorientali per mano della democrazia statunitense lascia solo macerie. La democrazia delle democrazie è convinta invece che laddove vengono assassinati capi di stato sorgano automaticamente democrazie, o vorrebbe farlo credere. Mentre nasce il caos irreversibile la stellestrisciata plutocrazia continua a regnare sovrana, calpestando tutto e tutti. Facendo cadere Hussein, Gheddafi, sabotando Assad, delegittimando l’Iran, sempre tuttavia continuando a fare gli occhi dolci al potente Pakistan, la politica estera USA, e di tutti i caproni della Nato, è la vera responsabile del dilagare degli esaltati islamici. 

Siamo in guerra, ma le nostre istituzioni pseudo democratiche non se ne accorgono, girano la testa dall’altra parte ed attendono l’attentato in patria. Per essere ancora più espliciti: l’Italia si merita il terzo premier non votato da nessuno, si merita Mogherini e si merita che Isis svegli le coscienze mostrando cosa significa credere in qualcosa, anche se si parla delle cose più atroci. L’Italia spera che Isis si autodistrugga, mentre andando dietro alle neglette politiche estere degli Usa è complice nella sua stessa formazione. A Torino oggi è lutto cittadino, ma a Porta palazzo ci sono persone in babbucce e palandrana che festeggiano. “Sic transit gloria mundi”? Ma non scherziamo!

Parliamo qui di esaltati islamici e non di islamisti, perché sosteniamo la tesi che l’Islam, religione non di pace, si diffonda per colonizzarci, mentre noi siamo così assorti dal calcio e da facebook, da non renderci conto che si stanno avverando le peggiori nefandezze nel nome di una religione che, letta intrinsecamente, può ingenerare più di un dubbio sulla sua stessa bontà.

L’islam, e non gli islamisti, sta cercando di obbligare l’Europa ad adeguarsi alla sua visione dell’uomo.

Spiega l’ex vicedirettore del Corsera Allam: “come già accadde con il comunismo, l’Occidente è ora sotto sorveglianza ideologica. L’islam si presenta, esattamente come il defunto comunismo, come alternativa al mondo occidentale. E come il comunismo di altri tempi, l’islam, per conquistare gli animi, gioca su fattori emotivi. Ostenta una legittimità, turba la coscienza occidentale, attenta al prossimo: il fatto di porsi come la voce dei poveri di tutto il mondo. Ieri la voce dei poveri proveniva da Mosca; oggi viene dalla Mecca. Oggi degli intellettuali si fanno portatori dello sguardo del Corano, come ieri avevano fatto con lo sguardo di Mosca. Ora la scomunica è per l’islamofobia, come lo era stata in passato per l’anticomunismo”.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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