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Italiane tutte prime con qualche lacrima

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Perdono la Lazio e il Milan, vince l’Atalanta. Tutte le nostre squadre finiscono comunque prime nei loro rispettivi gironi. Alle tre si aggiunge il Napoli retrocesso in Europa League.

Piange il Milan, piagnucola la Lazio e se la ride l’Atalanta migliore delle tre per punteggio e risultati. Questo è il verdetto della seconda coppa europea.

Per carità sia la Lazio che i rossoneri erano già qualificati e hanno raggiunto entrambi il primato in classifica ma resta l’amaro in bocca per due partite che avrebbero potuto essere giocate in altro modo. In primo luogo quella del Milan che continua nel suo calvario nonostante il cambio della guardia. Gattuso ci sta lavorando sopra ma evidentemente i problemi che è stato chiamato a risolvere sono più gravi del previsto e forse non tutte le colpe erano dell’esule Montella. Forse, bisogna incominciare ad ammettere, è la rosa stessa a non essere così all’altezza delle aspettative o comunque congrua ad un certo tipo di gioco.

Non sempre la somma di fattori di per sé positivi è essa stessa positiva: il calcio, pur avendo una sua logica, non è così matematico. Gattuso, chiamato all’improvviso a fare il salvatore della patria, si ritrova con una patata bollente che ora come ora non sa forse neppure lui come raffreddare.  Ieri la squadra si è limitata a fare un alquanto sterile possesso palla che non ha portato nell’arco di tutta la partita ad un solo tiro in porta…ergo c’è qualcosa che non va nel gioco ancor più che negli uomini. Al nuovo allenatore l’impresa ardua di scoprire il bandolo della matassa e di andare al cuore dei problemi che attanagliano la gloriosa squadra che fu.

Intanto lunedì vedremo di che vita o morte dovrà vivere o morire il povero diavolo così come la Lazio di Inzaghi che, presentatasi in Belgio quasi con un copia e incolla della squadra Primavera, ha dato in campo quello che poteva e cioè non molto se si esclude il tempo non lunghissimo in cui sono entrati in campo Lucas Leiva e Felipe Anderson decisamente di un’altra categoria. Ecco quindi forse il problema numero uno di Simoncino mago: una panchina inadeguata a quelle che sono le ambizioni almeno sulla carta della squadra. In primo luogo un secondo portiere che sembra essere lontano anni luce da una preparazione tecnica adatta a tali livelli…forse era meglio il giovane Guerrieri dotato di ben altra stoffa e personalità. Per non parlare dei giovanissimi Crecco e Palombi ancora decisamente acerbi per questi livelli ai quali non farebbe male un periodo di rodaggio presso qualche squadra di terza-quarta fascia, anche lo stesso Murgia si è limitato a fare diligentemente il suo compitino senza risultare determinante.

Bene il ritorno di Anderson che in 35 minuti ha fatto vedere più cose di quante ne ha fatte vedere Nani in tre mesi…ennesimo infortunio escluso. Anche qui vedremo cosa la sorte avrà in regalo per una squadra che molti danno come una delle possibili finaliste. Anche il Napoli sarà ora della partita, discesa dalla Champion’s la squadra di Sarri non parte tra quelle di prima fascia ma sono anche qui molti che la danno addirittura come la quasi sicura vincente della coppa. Di certo se l’impegno degli uomini di Sarri sarà uguale a quello finora profuso nel torneo maggiore allora anche qui fine dei sogni. Rimane il sospetto che il Napoli abbia scientemente messo in secondo piano la competizione europea, comunque questa si chiami, per concentrarsi esclusivamente sul campionato.

A questo punto tanti auguri perché se per caso l’obbiettivo predominante dovesse per qualche motivo sfuggire di mano si potrebbe parlare di stagione fallimentare. E poi ci chiediamo a che pro fare di tutto per approdare in Champion’s se poi questa nel momento in cui bisogna giocarla sul campo la si snobba in questo modo. Tanto valeva allora concentrarsi sul raggiungimento della cosiddetta Europa “minore” per poi giocarla a tutto tondo come stanno facendo l’Atalanta e la Lazio perché, lo ripetiamo per l’ennesima volta: a nostro giudizio è mille volte meglio vincere l’Europa League che arrivare anche in finale di Champion’s e perderla…figuriamoci se poi non si arriva neppure agli ottavi.

Parlando di Atalanta onore ai nerazzurri perché la squadra, pur non facendo sfraceli in campionato come l’anno scorso, si sta giocando la competizione continentale con l’umiltà, la concentrazione e la determinazione richieste. Una squadra, quella di Bergamo, che potrebbe zitta zitta arrivare anche in semifinale e pure oltre e sapete perché? Perché a differenza per esempio del Napoli, ci sta credendo fermamente e ci sta mettendo quasi tutte le sue risorse…condannabile o anche solo criticabile per questo? Assolutamente no!

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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