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Lazio in semifinale ma…quanto spreco!

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A San Siro passa la Lazio grazie ad un’invenzione di Anderson e al rigore messo a segno da Biglia. I biancocelesti sprecano tutto quello che c’è da sprecare ma resistono agli assalti forsennati dell’Inter che domina nel secondo tempo anche se in inferiorità numerica per la doppia ammonizione di Miranda. Espulso anche Radu nel finale. Stasera la Roma proverà a prenotare l’eventuale semifinale contro i cugini.

La Lazio alla fine…ma proprio alla fine, riesce a compiere l’impresa al Meazza contro un Inter tanto gagliarda quanto poco lucida sotto porta. Diciamo subito che è stata la partita delle occasioni mancate…tanti rigori in movimento da una parte e dall’altra che gridano vendetta davanti al dio del pallone.

La Lazio, dopo due feroci scorribande firmate da Perisic e da Kondogbia che fanno tremare le vene e i polsi ai suoi tifosi, prende le misure e imposta la partita sul catenaccio difensivo e sulle veloci ripartenze. Al minuto 20 la prima svolta della partita con Anderson, perfettamente imbeccato da un cross al bacio di Lulic, che spizza la palla di testa dalla parte opposta a quella in cui si trova Handanovic. E’ il vantagglio laziale che impone all’Inter un repentino cambio di rotta.

I nerazzurri infatti accentuano ancora di più la pressione finendo inesorabilmente per aprire enormi praterie sulle quali si scatena la velocità dei centrocampisti laziali. Peccato che quando gli uomini di Inzaghi arrivano dalle parti di Handanovic tanto rumore non produca il risultato che ti aspetti: prima infatti Immobile si divora davanti al portiere avversario un goal che avrebbe messo a segno pure un giocatore degli Allievi Regionali e poi Anderson, arrivato a un metro da Handanovic, spara sui suoi piedi per la salvifica deviazione di quest’ultimo.

Quasi non ci si crede tanto che l’Inter a quel punto raddoppia pure i suoi sforzi e si procura un calcio di punizione per l’abbattimento di Palacio steso da un Hoedt sempre più a corto di argomenti tecnici. Peccato per i nerazzurri che la punizione non sortisca gli effetti desiderati. Nel secondo tempo Pioli manda, era ora, in campo Icardi e Joao Mario al posto di uno stanco Palacio e di Banega. E si vede subito che mai scelta è stata così azzeccata, Icardi rispetto ai resti anagrafici di Palacio è tutta un’altra.

Peccato però che tanto predicare alla fine venga accolto solo dal deserto nerazzurro di questa sera. Infatti alla prima occasione Immobile, servito divinamente dal ragazzino Murgia,  si invola in area forse per l’ennesimo goal divorato della serata ma Miranda, evidentemente impietosito dai tentativi vani dell’avversario, ci pensa lui a stenderlo e a farsi espellere. Per la verità, con il senno moviolesco  di poi, il rigore non è sembrato poi così netto, ma…tanto basta perchè Biglia spari in rete di potenza e precisione per il conseguente raddoppio.

A questo punto qualcuno poteva anche pensare che la Lazio in undici contro dieci e con due goal di vantaggio potesse gestire serenamente l’evento…ma si sarebbe sbagliato di grosso perché la squadra dell’altra parte del Tevere dimostra nell’occasione di non avere proprio un cuore di leone e, dopo aver divorato l’ennesimo goal fatto ad opera di Anderson ben servito da Immobile e di Parolo perfettamente  innescato in area, si rintana tremebonda nella sua area ad aspettare le sfuriate degli avversari che, nonostante l’apparente inferiorità numerica, sembrano in numero doppio rispetto ai laziali.

A questo punto si palesa quello che a nostro giudizio è l’attuale e fatale limite della squadra Inzaghiana: undici uomini senza un minimo di coraggio e di personalità, paurosi come una lepre davanti al fucile del cacciatore e incapaci di reagire al pericolo. Incomincia così un assedio pressochè continuo all’area…Fort Apache della Lazio che non ha neppure più la precisione nel servire le propaggini del suo centrocampo e del suo attacco. E tanto fanno i biancocelesti che al minuto 83 l’Inter accorcia le distanze con Brozovic che di testa fulmina Marchetti. Inzaghi, che ha cambiato Anderson e Lulic con Milinkovic e Lukaku e poi Murgia per Wallace, non riesce più a trasmettere ai suoi quel minimo di coraggio per superare almeno di un metro la metà campo.

Gli ultimi minuti non sono adatti ai cardio patici con l’Inter che si getta furiosamente in avanti e con la difesa, tipo Vallo di Adriano, della Lazio che si erge davanti alla porta difesa da Marchetti. Alla fine, a forza di rinvii sbilenchi alla viva il parroco, spizzate di testa con nessun altro scopo se non quello  di gettare il pallone qualche metro più avanti, il fortino degli “eroi” laziali tiene e si va in semifinale. Semifinale dove, se il calcio ha una sua logica…con tutto il rispetto per il Cesena, la cui presenza è figlia di un tabellone completamente sbilanciato, la squadra del sor Lotito incontrerà quella del sor Pallotta.

Anche qui, a nostro giudizio, a meno che i giallorossi non finiscano infiacchiti dai vari impegni in campionato e in Europa League, potrebbe non esserci storia visto anche lo strepitoso mercato di gennaio da parte di Lotito & C., che hanno deciso di tenersi Djordjevic, detto er “Pipita” de noantri, con l’aggiunta di un Primavera e dello sconosciuto diciottenne di origine somala approdato ieri sera in casa Lazio tra gli hurrà di due ragazzini e di tre magazzinieri della Primavera.

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Di Roberto Crudelini

Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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