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La Juve saluta tutti e se ne va

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COMMENTO AL CAMPIONATO

I bianconeri vincono a Reggio Emilia, staccano il gruppone delle inseguitrici quasi tutte sconfitte e mettono una seria ipoteca sul campionato. Perdono Roma, Milan e Lazio mentre il Napoli riesce a fatica a pareggiare in casa contro un ottimo Palermo. Continua la marcia dell’Inter vittoriosa in casa contro il Pescara. Pari tra Atalanta e Torino mentre la Fiorentina si fa raggiungere sul pari dal Genoa. Il Bologna pareggia in casa con il Cagliari mentre il Crotone cerca di reagire vincendo contro l’Empoli.

I giochi sembrano ormai fatti: a sedici giornate dal termine la capolista si fa beffe delle inseguitrici e si invola solitaria verso il suo più che legittimo sesto scudetto, non bastano infatti i quattro punti di vantaggio sulla Roma seconda perché ad alimentare ancora di più le speranze-certezze di vittoria finale c’è anche l’incontro da recuperare in casa del Crotone che, in caso di prevedibile vittoria, porterebbe i bianconeri a +7 con tanti saluti a baci.

Ieri non poteva certo essere il modesto Sassuolo un baluardo temibile per la banda di Allegri: troppa ed evidente. al di là della buona volontà dei neroverdi, la differenza tecnica e tattica vista in campo. E’ bastato un Higuain, tornato ai suoi livelli dopo una brevissima pausa, per ridare vita ad un squadra che di anno in anno si sta dimostrando di un altro pianeta. Che poi questo strapotere non faccia bene al movimento del calcio nostrano, mai così poco democratico come ora, è un altro discorso da tenere sui tavoli di discussione dei Soloni del calcio parlato. Comunque oltre la Juve ora come ora c’è il vuoto quasi assoluto. Per non parlare della differenza esistente e quasi improponibile tra le prime e le ultime che rende il campionato a venti squadre un’autentica “fesseria”…santo subito chi propone di tornare al campionato a 16 squadre.

Dietro, dicevamo, il vuoto di potere perché squadre come la Roma, il Napoli e il Milan, fino all’altro giorno osannate dai media partigiani come le vere antagoniste di madama Juve, si sono liquefatte come neve al sole di fronte a squadre di medio cabotaggio con l’eccezione sublime del Palermo penultimo che forse si sta svegliando un po’ tardi. Per la Lazio, sconfitta in casa dal Chievo, dobbiamo fare un discorso a parte perché, da sempre invisa al giornalismo sportivo, avrebbe potuto quest’anno recitare un ruolo decisamente imbarazzante sempre per i Soloni di cui sopra.

Purtroppo per i suoi tifosi, da tempo assetati di gloria ma anche decisamente impigriti dalla prospettiva di vedersi la partita comodamente seduti sul divano di casa, la dirigenza, ma forse sarebbe meglio dire la proprietà, non è all’altezza di ambizioni da tempi che furono. La squadra andrebbe benino se non fosse per la mancanza di un attaccante vero alle spalle del povero Immobile che continua a lavorare per tre e quando manca, come ieri, fa sentire eccome la sua assenza. Djordjevic non è un giocatiore adatto a questa categoria con tutto il rispetto per il ragazzo e forse sarebbe stato meglio lasciarlo a giocare nel campionato francese di seconda divisione. Avere o non avere il serbo in campo è esattamente la stessa cosa.

L’unica alternativa là davanti è il ragazzino Rossi della Primavera ma puntare decisamente su di lui potrebbe contribuire a bruciarlo anzitempo perché passare dal campionato dei ragazzini a quello di serie A non è per nulla cosa da poco. Si vede lontano un miglio che il problema dei biancocelesti è quello di non riuscire a concretizzare sotto porta ma per quello ci vogliono giocatori come Higuain, Icardi, Mertens, Dzeko, Belotti e…compagnia bella cantante. Nella Lazio tutti cantano in coro ma nessuno, tranne Immobile nei suoi giorni migliori, ha le caratteristiche per fare il solista: il risultato impietoso è che la squadra continua a sparacchiare maldestramente sotto porta senza creare pericoli se non ogni tanto…quello di dare occasione ai portieri avversari di fare la parte dei leoni.

In tutto questo la dirigenza continua, bontà sua, a dire che non si comprerà nessuno dimenticando che quel…qualcuno doveva essere già preso a luglio liberandosi in un modo o nell’altro di tutta una serie di pesi inutili o quasi che continuano invece a far parte dello spettacolo. Vedi i vari Morrison, Luis Alberto, Khisna, Djordjevic e…chi ne ha più ne metta. L’Inter di Pioli, ex enucleato della Lazio, va invece a mille anche se sgravata da un calendario a dir poco ridicolo e di questo passo potrà dire sicuramente la sua in chiave Champion’s.

Sul fronte delle…comuni mortali pareggi quasi scontati tra Atalanta e Torino, e tra Fiorentina e Genoa, con i granata e i viola troppo discontinui e altalenanti per far almeno la parte delle mine vaganti del campionato. Discontinuità che, BelottiBernardeschi e Borja Valero a parte, è frutto di un livello tecnico non eccelso. Per quanto riguarda i…bassifondi della classifica il Bologna in nove riesce a portare a casa, nel vero senso del termine visto che si giocava al Dallara, un punto con il Cagliari tosto degli ultimi tempi, mentre il Crotone spara tutte le cartucce che ha per stravincere lo scontro…quasi diretto con l’EmpoliEmpoli che però, nonostante la scoppola subita, continua ad essere tranquillamente a + 8 punti proprio dai calabresi. Da martedì si torna a calciare il pallone anche se quello un po’ più dimesso della Coppa Italia. Inter-Lazio e Roma-Cesena ci diranno chi avrà la presunzione e l’ardire di dire la propria in semifinale.

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Di Roberto Crudelini

Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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