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Europa League: una mezza Caporetto

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Inter e Sassuolo eliminate dalla coppa, la Fiorentina sconfitta in casa dal Paok deve rimandare il discorso classificazione al prossimo turno, bene la Roma che stende in casa il Viktoria Plzen.

 

L’Europa forse non fa per noi almeno per ora perché tre sconfitte su quattro sono lì a dimostrare come il calcio italiano sia ancora anni luce indietro rispetto al livello, tra l’altro medio basso, delle squadre del vecchio continente. L’Inter, dopo essere andata in doppio vantaggio contro i modesti israeliani del Hapoel, subisce non solo la doppia rimonta ma si becca anche il terzo goal che mette definitivamente la parola fine sul percorso frantumato dei nerazzurri in Europa.

Un percorso che è sembrato più una via crucis che un cammino sportivo. Mancini, De Boer e adesso Pioli non sono riusciti a tirare fuori dalla squadra quell’orgoglio e quel carattere che in molti si aspettavano visti i colori che rappresenta e il rango di cui è rivestita. In campionato una posizione di classifica di rincalzo e forse neanche questa e in Europa lumicino di coda di un gruppo non certo esaltante per tasso tecnico e tattico. Ci fosse stato il Real Madrid o il Barcellona o anche solo il Chelsea questa Inter avrebbe fatto la figura della squadra materasso peggio di un Omonia di Cipro con tutto il rispetto per i volenterosi ciprioti.

Gli uomini ci sono, manca tutto il resto, il gioco di squadra, la voglia, gli attributi, un progetto all’altezza della tradizione e la chiarezza di intenti che in questi casi è sempre necessaria come il pane appena sfornato. Ai nerazzurri ora non resta che dare un seguito almeno dignitoso al loro campionato ben sapendo che, a questo punto della stagione, a meno di miracoli paragonabili alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, non ci sono molte illusioni a cui aggrapparsi.

Male anche il Sassuolo che almeno, a differenza degli interisti, ci ha messo l’anima e il carattere anche se, va detto, questi nomn bastano quasi mai se non c’è un supporto da parte della società che evidentemente si è trovata spiazzata a dover dividere il proprio limitato patrimonio tecnico, tattico ma anche finanziario su due campi. Il discorso che riguarda il Sassuolo è lo stesso che riguarda da decenni le squadre meno blasonate che fanno di tutto per arrivare sul palcoscenico che conta salvo poi non riuscire quasi mai a sfruttare l’onda dell’entusiasmo vuoi per mancanza di idee chiare, vuoi per mancanza di risorse finanziarie adeguate, vuoi per una certa mancanza storica di progetti adeguati a medio-lungo termine.

Così quasi sempre le cosiddette squadre di provincia finiscono involontariamente per danneggiare il calcio italiano con la loro uscita anzi tempo dalle competizioni che contano. Forse sarebbe il caso di mettere regole ferree e precise che obblighino le squadre che si sono classificate a mettere sul tappeto progetti adeguati in mancanza dei quali bisognerebbe lasciare libero il posto a compagini e società maggiormente vaccinate e preparate.

La Viola deve rimandare la classificazione al prossimo turno perché si fa infilzare in casa dal Paok, mica dal Barcellona, e ora dovrà al turno successivo tirare fuori orgoglio, voglia e attributi se no c’è anche il rischio di arrivare seconda con tutti gli…annessi e sconnessi del caso. La Fiorentina va forse perdonata perché un calo di tensione ci può stare dopo un cammino trionfale ma se vuole arrivare al fondo della competizione dovrà dimenticarsi cali, distrazioni e quant’altro perché ti puoi ritrovare fuori dall’Europa in un amen..vedi Inter.

Bene, benissimo la Roma che sbriga la pratica con il Viktoria Plzen con la stessa facilità con cui si scende dall’auto. Tripletta di Dzeko e super gollasso di rabona di Perotti che infiamma lo stadio e rende la serata magica ai pochi spettatori dell’Olimpico. Per la Roma un utile allenamento prima di rientrare nel clima febbrile del campionato con il Pescara in arrivo e la Lazio sullo sfondo appena dietro l’angolo.

 

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Di Roberto Crudelini

Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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