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La rivolta delle “piccole”

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COMMENTO AL CAMPIONATO

 

Le ultime quattro della classifica danno un po’ di pepe al campionato: nella quarta di ritorno infatti sia la Juve che la Roma vengono stoppate rispettivamente dal Cesena e dal Parma, mentre la Samp subisce una lezione di calcio dal Chievo e il Toro deve accontentarsi di un solo punto con il Cagliari. Un Napoli distratto ne subisce tre alla Favorita mentre la Fiorentina stende il Sassuolo in Emilia e il Milan non va oltre il pari casalingo con l’Empoli. Un’Inter finalmente formato Mancini non da speranze ai bergamaschi e la Lazio con il cucchiaio di Candreva riprende il suo cammino verso L’Europa. Il Genoa non si ferma più e travolge il Verona di Toni con una cinquina spettacolo.

 

Se non è una rivoluzione copernicana poco ci manca, sarà un caso ma dopo il…caso della telefonata di Lotito tutte le piccole sembrano essersi messe d’accordo per raccogliere il loro guanto di sfida al sistema. Un sistema dominato dalle solite grandi del calcio italiano che per una volta hanno dovuto masticare amaro. La Roma con il Parma spinge…spinge ma poco conclude grazie anche alla scarsa vena dei due reduci della Coppa d’Africa Doumbia e Gervinho giustamente affaticati sia con la testa che con le gambe. Di fronte un Parma che ormai non aveva più niente da perdere e che ci ha messo dentro tutta la sua dignità. Tanto basta per fermare gli orgogliosi giallorossi che pensavano di divorarsi facilmente la preda e che invece sono costretti ad uscire a pancia vuota con tanti rimpianti, rimpianti che aumentano a dismisura dopo l’incredibile pareggio di Madam Juve in casa del Cesena.

Cesena che aveva già fatto lo scherzetto proprio ai cugini di là dal Tevere e che, di fronte alla corazzata bianconera, hanno saputo mantenere organizzazione di gioco, aggressività, cuore e polmoni. Il Cesena va addirittura in vantaggio con Djuric ma poi, subita la solita e…immnacabile rimonta-sorpasso della capolista con Morata e Marchisio, riescono a trovare con Brienza il guizzo non della vittoria ma di un pareggio che vale quanto e forse più di una vittoria. Se poi Vidal riesce a sbagliare anche il  rigore decisivo allora vuol dire che per un giorno lassù gli dei dell’Olimpo del pallone si sono divertiti a rimescolare le carte in tavola e lo spettacolo…ne ha giovato eccome.

Il Napoli subisce un’autentica scoppola alle falde del…vulcano avversario, un tre a uno, che fino al 38° del secondo tempo era un tre a zero che la dice lunga sulla differenza che si è vista in campo tra una squadra, il Palermo, con il coltello tra i denti e un Dybala in groppa e un Napoli con un Higuain e un Callejon spenti e quasi impalpabili e…quando si spengono loro si spegne anche tutto il resto. Ora il Palermo può anche incominciare a sperare nell’Europa mentre il Napoli dovrà incominciare a guardarsi alle spalle, in primis, dalla corsa della Fiorentina che zitta zitta e domenica dopo domenica sta macinando i suoi chilometri ma soprattutto sta guadagnando metri su metri in ottica Champion’s. E di fronte i viola avevano un signor Sassuolo per giunta a casa sua, roba da prendere con le molle. Ora i Viola hanno anche trovato in Babacar un’autentica…fuoriserie da goal, sua infatti la doppietta con la quale il Sassuolo è stato ridotto a più miti consigli.

Il Milan si spaventa da solo e finisce per subire l’Empoli al Meazza, un Empoli che ha fatto, bene, quello che ci si aspettava giocando raccolto ma senza per questo rinunciare a contraccambiare gli attacchi dei blasonati avversari. Dalla loro i toscani hanno avuto un un Mario Rui e un Maccarone fondamentali. E poco ci è mancato che il primo da centro campo non beffasse con un tiro da rugby il portiere di casa Diego Lopez lontano dai pali. Splendida l’incornata del secondo che regala la gioia di un pareggio alla Scala del calcio che fino a poco tempo fa sarebbe stato quasi fantascienza anche solo immaginare. Non basta ai diavoli il primo goal di Destro bravo a trovarsi pronto a tu per tu con Sepe. Alla fine i diavoli diventano pure…poveri perché perdono Diego Lopez espulso, Paletta per sospetto stiramento e Buonaventura con la spalla in disuso, rimanendo addirittura in otto in campo. L’Empoli non ne approfitta e si accontenta del pari che lo tiene a galla sopra la zona rossa.

L’Inter, nonostante l’assenza di Maurito, ritrova la vena perduta grazie ad un Guarin sempre più …sportivo e tonico, autore della doppietta che riporta i suoi in vantaggio dopo il temporaneo pareggio di Maxi Moralez. Il quarto goal di Palacio aggiunge poco ad un pomeriggio trionfale. Ora forse c’è ancora il tempo per arrivare a prendere quel treno per…l’Europa che sembrava fino a ieri irraggiungibile. Se i nerazzurri sono e sapranno essere anche…rosei alla fine fioriranno se no arriverederci alla prossima stagione. Una Lazio più tosta che bella riesce a…sminare il campo di Udine grazie al cucchiaio gentilmente…imboccato da Candreva. La Lazio avrebbe anche potuto rendere il punteggio più pingue se lo stesso Candreva e Anderson non si fossero divorati l’occasione più ghiotta e nitida della partita, merito anche di Karnezis che sul tiro del primo ci mette una miracolosa pezza per poi assistere al calcio verso la luna del secondo.

A noi sembra che, di fronte ad un’Udinese un po’ sulle gambe, una Lazio con maggior peso realizzativo là davanti avrebbe potuto uscire fuori con un punteggio ben più netto. Pazienza, d’altronde se Lotito, tra…una telefonata e l’altra, ha appena il…tempo di dire che con il quasi trentasettenne Klose e l’impalpabile Perea va benissimo così, chi avrà mai il coraggio di contraddirlo specie se il presidente è quasi sempre con il…cellulare attaccato all’orecchio? Il Genoa, dopo aver asfaltato proprio la Lazio ci prende gusto e rifà… il manto stradale anche al povero Verona: un 5-2 che non lascia dubbi o recriminazioni, il Magico grifone si è pappato Giulietta con tutta la sua fluente treccia. Non basta a Mandorlini la vena realizzativa del solito grande vecchio Toni perché un Genoa così, con tanto di M’Baye Niang al seguito, può non solo segnare ma anche…sognare perché il prossimo anno il magico grifone potrebbe volare…molto in alto.

Il Toro formato…Gran Torino di…Eastwoodiana memoria, deve fermarsi ai box di fronte al Cagliari formato…buon Cagliari di Gianfranco Zola, perché ci vuole un gran goal di Al Kaddhouri per pareggiare, nel giro di un minuto, il goal del vantaggio di Donsah, poi non basta l’arrembaggio dei…granatieri all’arma bianca della ripresa perché alla fine la trincea cagliaritana tiene e costringe il Toro a…dividere la posta in palio con un Cagliari in decisa crescita. Il Chievo di capitan Maran striglia la Samp con i goal di Izco e Meggiorini e a poco vale il goal blucerchiato a quattro minuti dal termine messo a segno dalla premiata…nuova ditta Eto’o-Muriel. Una sveglia troppo tardiva per chi è stato in letargo per gran parte della partita. Il sorpasso della Lazio aggiunge rabbia alla…rabbia e renderà la settimana che viene un po’ più problematica per il buon Sinisa che ora si ritrova a fianco proprio i cugini: la sua squadra sembra infatti aver smarrito la strada della…continuità. Serviranno aggiustamenti in corso d’opera e forse…qualche battuta in più da parte del patron Ferrero se non altro per mantenere alto il morale della truppa in vista del derby prossimo venturo.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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