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Torino-Roma-Napoli: il nuovo asse della Freccia tricolore

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COMMENTO AL CAMPIONATO

 

Mentre Lazio e Napoli tengono la scia delle prime due e partono a razzo rispettivamente contro la Samp e il Cesena, la Juve si fa raggiungere da un Inter mai doma mentre la Roma vince a Udine con un goal-non goal-quasi goal di Astori. Il Milan crolla in casa contro un signor Sassuolo, due scialbi zero a zero tra le due veronesi impegnate contro il Toro e L’Empoli. Primi segnali di vita da parte del nuovo Parma che vince di misura contro la Fiorentina. Cinquina palermitana contro il Cagliari di Zola mentre a Gasperini non riesce l’ennesima magia contro la dea bergamasca.

 

Il 2015 ricomincia sull’onda dell’entusiasmo delle…terze con la squadra di mister Pioli che, alla faccia della tradizione che la vedeva sempre imbolsita e molle sulle gambe alla ripresa dai panettoni e dai brindisi, questa volta ha ricominciato con il botto e i fuochi d’artificio di chi qualcuno incomincia già ad accostare a Neymar. Diciamo subito che la vittoria è frutto quasi esclusivo di Felipe Anderson, che, dopo essersi di colpo trasformato da brutto e infelice anatroccolo in splendido cigno imperiale, sta diventando la nuova attrazione del calcio nostrano e mondiale. Due assist al bacio e al…brucio e uno splendido gollasso sono l’ennesima lettera di presentazione nuova di zecca di quello che si sta rivelando un autentico fuoriclasse. A Pioli il merito di averlo tirato fuori dalle sabbie mobili dell’autocommiserazione in cui sembrava essersi sepolto prima con Petkovic e poi con Reja.

 

Morale della favola, la Lazio si è stabilmente accomodata al tavolo dei G4 del campionato insieme al Napoli che ieri ha travolto con il suo pipita un Cesena troppo debole per poter anche solo frenare la rabbia partenopea. Un Napoli che sull’onda del dolore per la scomparsa del suo vate della musica Pino Daniele, ha saputo trasformare questo sentimento in rabbia agonistica mista ad una dose massiccia di classe e adrenalina pura. La Juve, che pensava di chiudere in fretta la pratica con l’Inter, ha fatto la stessa fine della…Lazio finendo per subire il ritorno della squadra di Mancini che è stata impostata evidentemente per uscire alla distanza, che poi il risultato del primo tempo sia zero a uno o zero a due poco importa: lo spogliatoio per gli uomini del Mancio sembra svolgere la stessa funzione della cabina telefonica con Superman.

La Roma ringrazia l’arbitro Guida che non tiene in alcun conto l’arbitro di linea Maresca (ma allora che ci sta a fare?!) che non aveva accordato la rete ad Astori e la battezza dentro. Le immagini per la verità non aiutano per nulla perché da una visuale sembra che il pallone abbia varcato interamente la linea di porta ma dalla ripresa posta sulla linea di porta si vede che se il culmine del pallone è effettivamente al di là della porta, la proiezione dello spicchio risulterebbe ancora sulla linea. Oltre alla necessità non più procrastinabile della moviola elettronica in campo, pensiamo che qualcosa vada cambiato anche a livello di regolamento: se il culmine del pallone che, ricordiamo, è sferico, risulta al di là della linea dovrebbe essere sempre rete e… chi se ne frega se lo spicchio o la sua proiezione (?!) è ancora in parte sulla stessa linea, ma allo stato attuale dei sacri testi, ora come ora, non sarebbe ancora goal.

Comunque onore alla Roma che ora si ritrova di nuovo ad un punto dalla regina. Ironia della sorte domenica prossima le due terze se la vedranno proprio con le prime due: a questo punto siamo più che certi che il derby non si giocherà soltanto all’Olimpico ma anche al San Paolo. Il turno ancora successivo saranno proprio Napoli e Lazio a incrociare la armi: insomma potrebbe essere sia in chiave scudetto che in quella Champion’s la svolta definitiva. Il diavolo rossonero fa bene le pentole ma non il…coperchio del Meazza e questa volta subisce una autentica lezione di calcio da parte di un Sassuolo che, l’abbiamo già detto, là davanti ha un trio delle meraviglie in odore e onore di Nazionale, parliamo del trio Be-za-sa che potrebbe parzialmente riecheggiare proprio il nome della Befana pronunciata da un portatore insano di raffreddore. Il Milan un po’ presupponente, nel quale il buon Cerci non ha e non poteva ancora aver trovato la sua…quadratura, si illude con la rete di Poli ma poi subisce il ritorno del Sassuolo prima con una stupenda rete di destro di Sansone con la difesa milanista nei panni dei poveri Filistei e poi con una gran girata di sinistro di Zaza del quale le difese, al momento opportuno, continuano ad ignorare…dove sia.

Primo squillo ducale a Parma ai danni di una Fiorentina troppo altalenante per poter ambire a qualcosa di meglio dell’attuale classifica. Il goal di testa di Costa basta a mettere nei guai la viola che non sa e non riesce a porre rimedio. Il tedescone dal cognome spagnolo fallisce ancora una volta anzi…due prima con il goal mancato da due passi e poi sbagliando un rigore. Il resto ce lo mettono i suoi compagni di squadra con la doppia espulsione di Cuadrado e di Savic che domenica peseranno eccome contro i ragazzi terribili del Palermo. Palermo che ha sotterratoil povero Cagliari con una cinquina quasi storica: i rossoblu, a cui evidentemente la cura Zola non sembra aver ancora prodotto gli esiti sperati, sono sembrati letteralmente alla mercè degli avversari oltre che allo sbando più completo: forse a questo punto le colpe non erano proprio tutte del boemo e qualcosa nell’allestimento estivo non ha funzionato, in primis la cessione di Astori, perno di una difesa che non c’è più.

Al magico grifone questa volta non riesce la velenosa pozione contro un’Atalanta che ha trovato subito l’antidoto nel catenaccio e nel contropiede più classici con cui è volata sul 2-0. A quel punto, da carnefice, il Genoa si è trasformato in vittima ma ha comunque saputo trovare la forza di riagguantare il pareggio prima con un rigore realizzato da Falque e poi con Matri. Un punto che mantiene quasi intatte le ambizioni del Genoa e le speranze dell’Atalanta. Poco da dire sui due soporiferi 0-0 del Chievo e del Verona rispettivamente impegnati contro il Torino e l’Empoli. Un punto che lascia le quattro sorelle nel limbo della metà-bassa classifica per la serie…tiriamo a campà. 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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